Popsophia, Corvatta e Pd contro il festival: "Possiamo farne a meno, ma l'amministrazione si conferma incapace"

5' di lettura 15/06/2020 - Il primo addio di Popsophia a Civitanova si consumò durante la sua amministrazione. Ora Tommaso Corvatta vive la sua rivincita, dopo che il sindaco Fabrizio Ciarapica aveva fatto del ritorno della manifestazione a Civitanova e della chiusura del “suo” Futura Festival uno dei cavalli di battaglia sul fronte cultura.

«Il sindaco e l'amministrazione collezionano una sconfitta dietro l'altra, ma l'ultima novità per Ciarapica è che addirittura rimpiange chi si fa beffe di lui e di conseguenza di Civitanova – afferma Corvatta – incapaci, non vi può essere altro aggettivo che definisca costoro che ci governano. Incapaci di governare al di là dell’odio verso noi che li abbiamo preceduti tanto da voler ciecamente cancellare ogni traccia del nostro lavoro, anche quando, come in questo caso, con il Futura Festival era evidente che fosse a vantaggio di tutti. Incapaci di capire quello che era palese cioè che la famiglia Ercoli, al suo secondo giravolta, persegue il suo personale tornaconto e non il bene della città. Incapace Ciarapica di assumersi le sue responsabilità quando ora afferma che Popsophia non era una priorità dopo averla vantata come la punta di diamante. Incapace l’assessore Gabellieri di collaborare con gli altri, riuscendo a collezionare una incredibile serie di divorzi professionali. Ed infine incapaci di produrre un qualsiasi progetto o anche solo un abbozzo di idee, delle aspirazioni per la cultura. Il disastro per la città è totale, e non mi consola affatto che ora risulti chiaro che anche con la nostra amministrazione lo strappo fu voluto da coloro a cui, allora come ora, non importa nulla venire incontro agli interessi della città».

Ora a Civitanova Alta, secondo Corvatta, non vi sono più motivi di attrazione se non quelli lasciati dalle precedenti amministrazioni con i restauri degli edifici e monumenti ed il progetto del museo del manifesto. «Ora l'amministrazione non ha più nemmeno una foglia di fico che copra l’evidenza di programmi estivi fatti essenzialmente di sagre e feste della birra – finisce l’ex sindaco – ma la cosa che fa più male di tutte, è assistere ad un sindaco che di fronte a chi ci ha usato ed ora ci getta via come un calzino sporco, non reagisce con quel minimo di dignità di cui si dovrebbe sentire investito e rimpiange ed invita al ritorno chi schifa lui e tutta la città. No, i civitanovesi non sono pezze da piedi ed abbiamo già dimostrato che possiamo fare tranquillamente a meno di Popsophia».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Partito Democratico, con l’intervento della consigliera comunale Mirella Franco. «Questa vicenda è tanto paradossale da risultare persino comica – rincara la dose Franco - per un'amministrazione che si pavoneggia nel suo slogan "Noi sappiamo cosa fare!", essere accusata di incompetenza, improvvisazione e di assenza di programmazione dal loro idolo Evio Hermas Ercoli, è cosa davvero non da poco. Nella realtà dei fatti, tuttavia, l'intera vicenda è solo penosa e da ridere ed ironizzare non c'è proprio un bel niente. Chi paga il prezzo del rancore, della strafottenza, della presupponenza e della incapacità di questa amministrazione è purtroppo la città di Civitanova Marche. La città di Civitanova Marche, che ha pagato dalle proprie casse per il marchio Popsophia, salvo poi dimenticare di registrarlo a proprio nome: se il marchio è nostro, possono cambiare i direttori artistici (e chi se ne importa! aggiungerei), ma il brand resta alla città. Invece, la loro dimenticanza ha fatto sì che Ercoli se ne potesse andare nel 2013 e lo possa ripetere ora, portandosi con sé baracca e burattini, cioè un brand già avviato e riconoscibile. Pur di riportare Popsophia, l'amministrazione Ciarapica non solo ha deliberatamente ignorato lo smacco che Ercoli aveva fatto nel 2013 alla città, ma ha affossato ed eliminato Futura Festival, il cui marchio era sì proprietà completa di Civitanova Marche. Prima, durante l'amministrazione Corvatta, ne hanno boicottato ogni evento e poi, quando sono tornati ad amministrare loro, lo hanno cancellato con uno schiocco di dita da ogni programmazione. Futura Festival, il festival che Civitanova si è inventato in tre mesi, dopo che il signor Ercoli aveva lasciato la scena improvvisamente e senza preavviso a febbraio 2013; Futura Festival, gemellato con il Festival della Scienza e della Filosofia di Foligno (e poi si permettono pure di parlare di intrecciare rapporti con l'Umbria per incentivare l'attrattività turistica di Civitanova); Futura Festival, il Festival della Cultura Accessibile (dopo "Futura" a Civitanova Marche il nulla più assoluto in tema di accessibilità!). E lei, sindaco, lo rivorrebbe far tornare ancora a Civitanova nel 2021? Ma per favore! Un terzo schiaffone in faccia da parte del signor Ercoli alla città di Civitanova Marche? Anche no, grazie».

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Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2020 alle 10:27 sul giornale del 16 giugno 2020 - 404 letture

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