Peppe Barbera, si racconta: oltre il Civitanova Film Festival

5' di lettura 08/06/2020 - Capita che ti ritrovi sul corso di Civitanova Marche e vedi Peppe Barbera. Ti viene spontaneo chiedergli “Hai da accendere?”, perché chi ama leggere Peppe sicuramente lo conosce per il suo blog dall’omonimo nome appunto “Hai da accendere?” ( nato con Federica Senigagliesi).

Ma oltre a essere scrittore, chi è in realtà Peppe Barbera?

- La mia principale occupazione è sopravvivere urtando l’esistenza con la foga dei 20 anni, l’indisciplina di Arlecchino, la saggezza di Icaro, la ferrea volontà di dirupare dentro la bellezza con la poesia.

Vado avanti a tentativi, quindi, e ho rimediato uno strambo equilibrio riuscendo a circondarmi di progetti, mestieri, passioni, attività che, appunto, mi tengono impegnato a sopravvivere. – è la risposta poetica di Peppe.

Ma noi lo conosciamo anche come organizzatore di eventi, o meglio sfide culturali vere e proprie, per conto del locale DA MONSTAS; operatore socio sanitari per la Cooperativa Il Camaleonte all’Anffas di Civitanova dove occasionalmente svolge anche laboratori di cinema o di lettura e scrittura creativa con i ragazzi.

Restando nel tema del sociale, è poi responsabile, per il Servizio Sollievo di Civitanova, di un laboratorio di cinema, uno degli strumenti di intervento in favore di persone con disabilità psichiatriche.

Infine, a proposito di cinema, è uno dei due direttori artistici del Civitanova Film Festival: l’altro è Michele Fofi.

E proprio con Michele, è ormai giunto al sesto anni del Civitanova Film Festival.

Tutto è partito da un’intuizione di Michele che aveva voglia di munire questa città di un proprio Festival del Cinema.

Già Peppe e Michele si conoscevano, essendo suo cliente quando Fofi aveva la sua videoteca e, quindi capitava di fare chiacchierate sui film.

Nel frattempo Peppe ed altri amici avevano fondato l’associazione culturale Fango&Assami con una buona struttura organizzativa e buone competenze, tanto che Michele gli propose di unire le forze e creare il Civitanova Film Festival.

- Immaginando che l’iniziativa avrebbe attirato molte ragazze, accettai subito – ci confida Peppe.

Ma quali sono i progetti che il Civitanova Film Festival si propone?

- Innanzitutto, a dimostrazione del prestigio che il CFF si è guadagnato, siamo entrati a pieno titolo a far parte della grande famiglia dell’Afic e perciò riconosciuti a livello nazionale e dentro una piattaforma a cui sono iscritti Festival di tutta Italia.

Stiamo quindi partecipando attivamente ad incontri con gli altri direttori artistici per collaborare e contribuire alla vita di tutto il movimento cinematografico ed anche, vista la questione covid, per valutare proposte e progetti in risposta all’emergenza.

Lo staff del Civitanova Film Festival, a tal proposito, sta continuando a riadattare il programma per cercare di garantire anche nel 2020, nonostante il coronavirus, una edizione della manifestazione.

Vogliamo dare una testimonianza comunque di presenza nel territorio e di sostegno al circuito festivaliero nazionale. –

Non si pronuncia Peppe sulle novità né sulla data, restando ligio alla trasparenza e il mantenimento delle promesse che negli anni hanno contraddistinto il CFF.

Però si diverte a raccontarci un curioso aneddoto tra i tanti che hanno collezionato in questi anni.

- Ogni anno io e Michele Fofi tiriamo fuori per stuzzicare l’attore ospite o il regista o il critico cinematografico.

Ovviamente con queste persone trascorriamo qualche ora assieme prima di intervistarli sul palco e dopo e viene automatico parlare di cinema, citare film eccetera.

Perciò nel tempo si è creato questo tormentone e cioè che ad un certo punto domandiamo ai nostri interlocutori se hanno mai visto il film “I cerbiatti di San Sebastian”.

Essendo i nostri ospiti tutti addetti ai lavori, si scervellano per provare a ricordarsi di che film si tratti.

Io e Michele intanto mantechiamo la narrazione mitologica attorno a questo film raccontando che io lo noleggiai proprio in videoteca da Fofi e che era un’opera tra le più viste in quel periodo.

Alla fine sveliamo che la pellicola era un porno.

Ma ormai non sappiamo più se sia mai esistito davvero un film dal titolo “I cerbiatti di San Sebastian”, l’importante è cazzeggiare con gli ospiti che si divertono sempre perché siamo bravi a fare le cose seriamente senza prenderci sul serio.

Dimmi la verità, tu adesso a casa cercherai il film “I cerbiatti di San Sebastian”, giusto? –

La quarantena da poco terminata e il maggior carico di lavoro in struttura non sembra aver scalfito la solarità di Peppe che ci racconta:

- Dopo L’Amore che non ti hanno dato” (edito da “Il seme bianco”), sto scrivendo un nuovo libro che prende proprio spunto da ciò che è successo.

Sarà un libro di prosa e poesie: prosa edita, (sto facendo uscire articoli su “Hai da accendere?”) che metterò nell’opera e poesie nuove.

Nate queste nell’appartamento, in quarantena, tra cuscini, vino ed interiorizzazione della pandemia.

E sto anche portando avanti la sceneggiatura per un rifacimento di Pinocchio che è un progetto per l’Anffas, momentaneamente in stand by causa covid.

Quindi la quarantena per me ha significato comunque creazione, ma va detto che ho proprio un rapporto quotidiano con la scrittura, quindi l’emergenza sanitaria non ha distratto le mie esigenze, ma ha incrementato le opzioni.

D’altronde, nella disgrazia e nel dramma, e questo non vale solo per l’arte, ma per la vita in generale, ne dovremmo cogliere le opportunità.

L’occasione fa l’uomo ladro: rubiamo più vita possibile alla meraviglia che siamo. –

- Per le foto si ringrazia Peppe Barbera e Claudio Rinaudo -








Questo è un articolo pubblicato il 08-06-2020 alle 21:54 sul giornale del 09 giugno 2020 - 584 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Meri Desideri

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