Caso Beruschi, Silenzi riaccende la polemica: "Inquietante l'uso delle telecamere, farò un esposto"

3' di lettura 30/05/2020 - Sempre più paradossale la vicenda che ha coinvolto il coordinatore comunale della Lega Giuseppe Beruschi. Abbandonato a sé stesso dal suo partito, che non ha espresso alcuna posizione in merito alla notizia della violazione della quarantena che è costata un verbale della Polizia locale al consigliere di maggioranza, è l’opposizione a venirgli in soccorso e più in particolare il capogruppo del Pd Giulio Silenzi.

In una lunga e articolata diretta Facebook, l’ex presidente della Provincia cerca di vedere chiaro su un caso che ha molti punti oscuri e che lancia inquietanti ombre soprattutto sull’uso di telecamere e altri mezzi di controllo della città. Un’indagine che Silenzi ha fatto partire mesi fa con una diffida riguardante l’utilizzo di fotogrammi estratti dai video delle telecamere di videosorveglianza e diffuse dall’assessore Giuseppe Cognigni. «C’è un uso del potere per intimidire e per colpire – dice a chiare lettere Silenzi – tutto sarebbe partito da una lettera anonima spedita a più soggetti, tanto che la riceve anche il sindaco. Il fatto in sé è grave, che Beruschi sia uscito se non doveva è grave e non ha attenuanti. Ma la procedura lascia perplessi. Una lettera anonima attiva la Polizia locale e invita Beruschi a comparire per chiarire la sua posizione. Sappiamo che Beruschi non è gradito perché ha preso posizioni di critica sul Covid Hospital e che si unisce spesso ai consiglieri di Fratelli d’Italia in questo. Loro più l’opposizione insieme e Ciarapica non avrebbe più la maggioranza: saremmo in 13 consiglieri su 25».

Tornando ai fatti, però, è curioso, secondo Silenzi, che a Beruschi dopo l’interrogatorio non sia stato rilasciato subito un verbale. «Glielo avrebbero dato dopo una settimana – dice il consigliere dem – anzi, ha dovuto sollecitarlo lui. Il 21 maggio Beruschi viene interrogato e la sera, alle 21, su un quotidiano online esce un articolo pieno di riferimenti precisi sulla situazione. E subito dopo, dagli ambienti vicini a Vince Civitanova e alla destra, si alza un coro che ne chiede le dimissioni. Su una procedura di questo tipo ci sono vincoli di segretezza, vengono pubblicate se c’è una fuga di notizie. Qui il cerchio è ristretto. Ed è inquietante. Sui diritti non si può scherzare».

Silenzi annuncia che sulle modalità di uso delle telecamere ci saranno degli esposti in Procura. «Prima di questa vicenda avevo aspettato, ma dopo questo ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – conclude il capogruppo Pd – Civitanova non può essere la terra di nessuno. Non è una battaglia politica, ma per i diritti di ognuno di noi: voglio vivere in una città senza avere il dubbio che chiunque possa avere in mano immagini su cosa faccio e come mi muovo. E se ci sono stati fatti non regolari si devono scoprire le responsabilità».

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Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2020 alle 11:36 sul giornale del 01 giugno 2020 - 388 letture

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