Sportello antiviolenza Civitanova Marche: tutti i numeri utili da chiamare

2' di lettura 01/04/2020 - Tra le varie problematiche sollevate in questo periodo dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, non possiamo assolutamente tralasciare il problema sulla violenza di genere. Un tema che è già difficile affrontare per le vittime in tempi “normali” e che aumenta notevolmente in questo periodo.

I centri antiviolenza registrano un drastico calo di tendenza nelle richieste di aiuto.

Questo non significa affatto che il numero di vittime sia diminuito, anzi la situazione peggiora e in alcuni casi, come accaduto qualche giorno fa, rischia di avere un drammatico epilogo.

Il fatto che le nuove chiamate registrate a Civitanova siano state solo 5 nel mese di marzo, ha messo in allarme il centro.

Essere chiuse in casa col proprio maltrattante indubbiamente è una delle cause che impedisce alle donne di fare anche una sola telefonata che ha comunque bisogno di tempo e impegno emotivo da affrontare in una situazione di assoluta calma.

Ricordiamo quanto sia difficile per una donna in un contesto familiare del genere, soprattutto se ci sono figli, chiedere aiuto, non sentirsi colpevole e trovare il coraggio e la forza di perdere quelle paure per sfuggire a una situazione che diventa sempre più insostenibile.

Quello che il centro antiviolenza si propone di fare non potendo purtroppo tenere aperti gli sportelli, è di offrire supporto telefonico attraverso un numero di cellulare ( 389-5878474) cui risponde una psicologa pronta a dare tutte le informazioni necessarie.

E’ attivo per lo stesso scopo il numero nazionale 1522 h24, mentre per le emergenze sarà necessario chiamare sempre il 112 o il 113.

-La cosa migliore da fare in caso di persone maltrattate è trovare un momento qualsiasi in cui si resta sole, sebbene la preoccupazione, l’ansia è tanta. Bisogna provare a chiamare anche se lo si fa in un momento di poca serenità. Riconosciamo la difficoltà nel farlo, ma consigliamo comunque di provare. – suggerisce Elisa Giusti, assistente sociale della cooperativa Il Faro.

Ciò che preoccupa maggiormente è che non ricevendo richieste di aiuto queste situazioni si possono acutizzare soprattutto in un contesto in cui l’aspetto psicologico di persone più fragili viene indubbiamente messo alla prova.

-Abbiamo pensato- prosegue Elisa Giusti- che l’aiuto più importante che possiamo dare è divulgare il più possibile i numeri di tutti i centri antiviolenza regionali, in tutte le maniere possibili.

E' importante diffondere il messaggio e sensibilizzare le persone a capire che la violenza di genere è un problema di tutti. Sia maschi che femmine.

Ciò che vogliamo è questo: non solo sensibilizzare le vittime ma anche le persone a loro vicine.

Inoltre ciò che continuiamo a fare adesso è aiutare le donne che hanno già iniziato questo percorso, che hanno già avviato la fase di separazione sostenendole, facendo videochiamate con loro, aiutandole a livello psicologico.-

Nessuno resta davvero solo. Basta una chiamata.






Questo è un articolo pubblicato il 01-04-2020 alle 15:50 sul giornale del 02 aprile 2020 - 442 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, Meri Desideri

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