Effetti collaterali positivi del coronavirus: l'aria a Civitanova mai così pulita

traffico inquinamento natura 3' di lettura 25/03/2020 - Niente traffico più maltempo, una combinazione ideale per ripulire l’aria cittadina. Tra gli effetti collaterali del coprifuoco forzato da coronavirus ce n’è uno sicuramente positivo: la fortissima diminuzione dell’inquinamento atmosferico.

Un fenomeno già notato a livello nazionale, soprattutto nella Pianura Padana, e che presenta riscontri certificati anche a Civitanova grazie alle rilevazioni delle quattro stazioni gestite dall’Atac e da quella dell’Arpam.

Le prime, i cui dati sono consultabili dalla home page del sito del Comune alla sezione “Qualità dell’aria”, registrano i dati in tempo reale e immagazzinano i rilevamenti degli ultimi 10 giorni. Il sistema valuta come buona la qualità dell’aria al momento, dando l’ok alla cittadinanza per fare sport all’aperto, ciclismo, portare i bambini a passeggio e mangiare all’aria aperta. Tutte azioni rese impossibili dai decreti in vigore, ma evidentemente il sistema non è aggiornati sui fatti. Ciò che conta davvero, però, sono i livelli di inquinamento in città, precipitati a livelli non diciamo da alta montagna, ma certamente neanche da grande città.

Il dato più incoraggiante è quello della centralina di Piazza XX Settembre, dove le polveri sottili sono attualmente a vicinissime allo zero (0,01 nanogrammo/m3, con una soglia di legge che ne consente un massimo di 50) e il monossido di carbonio è ormai stabilmente da dieci giorni a quota 3 mg/m3, ossia oltre tre volte sotto la soglia di legge dei 10 mg/m3. Valori più alti nelle altre tre stazioni, quelle più vicine al cuore del traffico cittadino, ovvero la Statale Adriatica, ma comunque ampiamente sotto i livelli di tolleranza prescritti dalla legge: al passaggio a livello le PM10 sono a 4 nanogrammi/m3 e il monossido di carbonio non va oltre i 2 mg/m3, alla rotatoria del Trialone le PM10 scendono a 3 nanogrammi e il CO è a zero, mentre alla stazione le polveri sottili avvicinano lo zero (0,01 nanogrammi) ma il monossido di carbonio è a quota 2,7 milligrammi.

Curioso che l’unica giornata in cui si è avuto un picco nelle emissioni atmosferiche nocive sia stata quella di sabato scorso: verosimilmente perché è stata quella che ha visto il maggior numero di persone muoversi per andare a fare rifornimento nei supermercati e cittadini. Così, ad esempio, da venerdì a sabato scorsi le Pm10 rilevate dalla centralina al passaggio a livello sulla Statale ha visto schizzare il suo valore da 11 a 30 nanogrammi, per poi tornare a scendere a partire da domenica fino ad oggi.

L’Arpam gestisce invece la centralina posizionata presso l’ippodromo Mori. Dal sito dell’agenzia regionale è possibile monitorare la progressione dei valori di PM10 nell’aria e qui i valori rilevati sono leggermente più alti, ma comunque ampiamente sotto alle soglie di attenzione: nella giornata di ieri si era arrivati a 18 nanogrammi ma la giornata peggiore delle ultime settimane anche in questo caso era stata quella di sabato, dove si era arrivati a quota 30, in ogni caso ben lontani dalla soglia di guardia di 50.

Non vedremo rinascere i fiori lungo l’asfalto, ma di sicuro questi dati confermano una necessità che dovrà diventare prioritaria quando si tornerà alla vita di tutti i giorni: prestare attenzione a interventi per far sì che tali livelli di qualità dell’aria diventino ordinari o quasi.

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Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2020 alle 15:15 sul giornale del 26 marzo 2020 - 1920 letture

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