Coronavirus, "Vogliamo un commissario": assessori e consiglieri sostengono Ciarapica

4' di lettura 16/03/2020 - Alla faccia del placare gli animi e remare tutti nella stessa direzione. Scende in campo tutta la maggioranza per sostenere la richiesta del sindaco Fabrizio Ciarapica di nominare un commissario straordinario per gestire l’emergenza coronavirus.

«Rappresentando la crescente preoccupazione dei nostri concittadini, condividiamo pienamente la soluzione del sindaco: per gestire la situazione socio-sanitaria provocata dal dramma del coronavirus si provveda a nominare un commissario straordinario – scrivono in una nota congiunta assessori e consiglieri comunali di maggioranza – precisiamo che la nostra non è una proposta di gruppi di centrodestra contro una Regione di centrosinistra, ma per garantire la certezza che non si approfitti di questi momenti per condurre in porto l'insano disegno della sinistra di concentrare tutto sull'ospedale unico a scapito di quello di Civitanova».

Un affondo non solo contro la parte politica ma anche contro quella tecnica. «Crediamo poco alla Storti che difende le scelte fatte dall'azienda che presiede – evidenzia l’amministrazione civitanovese – molti di noi, infatti, hanno raccolto proteste di medici e infermieri perché sono a corto di strumenti di protezione, ma non lo dicono perché temono ritorsioni da parte della politica. E questo è vergognoso. Come è vergognoso che agli incontri non sia stato mai invitato il sindaco, magari con la scusa che si tratta di decisioni tecniche. Ci risulta però che nella tarda serata di domenica fosse presente Micucci che non è un tecnico ma il capogruppo regionale del Pd. Facciamo la proposta di un Commissario anche per denunciare l'improvvisazione delle scelte e la mancanza di una programmazione per assicurare provvedimenti efficaci. Un commissario straordinario, aggiungiamo, anche contro la supponenza di una classe dirigente, locale e regionale, che fa e disfa nel chiuso di quattro mura, decide senza consultare chi vive la sanità a contatto con pazienti, familiari e problemi; mette in difficoltà ricoverati e famiglie trasferendo reparti interi e non prende in considerazione l' idea di recuperare all' uso gli ospedali chiusi per ospitare gli infetti senza sconvolgere la vita di chi già soffre per conto suo e quella di chi li assiste per non farli sentire soli. L' ultima perla, il trasferimento anticipato nel nostro ospedale dei pazienti infetti senza darne notizia e, come denunciato dal sindaco, senza neanche preparare il personale all' accoglienza. La Storti smentisce ma anche a noi è stato confermato».

Provvedimenti che se da una parte possono essere capiti perché la situazione evolve pericolosamente di giorno in giorno, dall' altra sono da respingere perché presi senza il coinvolgimento di operatori. «Sorprende Micucci che polemizza con il sindaco perché alla luce di certe decisioni, tra cui lo smantellamento di ematologia che è uno dei fiori all'occhiello della sanità territoriale, esprime i suoi timori circa il futuro depauperamento del nostro ospedale – continua il gruppo di maggioranza cittadina – Micucci assicura che così non sarà e si appella ad un accordo sottoscritto. Ciarapica non si fida, e neanche noi. Troppi accordi finiscono in carta straccia, non vorremmo che succeda la stessa cosa con l'ospedale. Anzi chiediamo un potenziamento e siamo d’accordo con la proposta del sindaco di attrezzare i due piani ancora vuoti per creare un reparto di eccellenza in malattie infettive. E allora invitiamo tutti a diffidare e a tenere sempre alta l'attenzione. “La sanità è di tutti” deve essere uno slogan non per coprire giochetti di parte invitando l'avversario politico a non disturbare chi manovra. E allora, che venga il commissario e se ne vadano tutti gli altri».

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Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2020 alle 13:59 sul giornale del 17 marzo 2020 - 1642 letture

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