Coronavirus, Ciarapica chiede a Conte la testa di Ceriscioli: la Regione sia commissariata

3' di lettura 26/02/2020 - Ora il sindaco Fabrizio Ciarapica si appella al premier Giuseppe Conte affinché prenda in mano la situazione delle Marche. In mattinata la riunione dei sindaci dell'Ambito territoriale sociale 14 ha partorito una lettera indirizzata al governatore Luca Ceriscioli per chiedere precisazioni sull'ordinanza emessa ieri e che blocca per una settimana scuole e attività pubbliche.

In mattinata la riunione dei sindaci dell'Ambito territoriale sociale 14 ha partorito una lettera indirizzata al governatore Luca Ceriscioli per chiedere precisazioni sull'ordinanza emessa ieri e che blocca per una settimana scuole e attività pubbliche. Ma in allegato alle richieste c'è anche una netta presa di posizione del primo cittadino civitanovese contro le mosse del presidente della Regione. "Il clima d’incertezza e il litigio continuo fra il nostro Governatore e il premier Conte non fa che aumentare allarme sociale con ripercussioni drammatiche sul tessuto economico e imprenditoriale regionale già messo a dura prova da cinque lunghi anni di incompetenza - tuona Ciarapica - incompetenza che in questa occasione raggiunge il punto più alto nel momento in cui si deve dimostrare capacità di governo e in special modo non creare panico aggiuntivo a quello esistente. I cittadini hanno bisogno di certezze soprattutto in queste ore così delicate. La questione va seguita da vicino, minuto per minuto, e tutto era necessario tranne una ordinanza non chiara, arrivata in tarda serata, che contraddice in alcuni punti quanto lo stesso ha dichiarato nella diretta Facebook. Con questo faccio un appello al premier Conte perché intervenga a commissariare la nostra regione, perché non sta né in cielo né in terra che un governo nazionale sia costretto ad impugnare un atto regionale, due volte a distanza di due giorni. Ceriscioli e il PD (che peraltro insieme a Conte fanno parte dello steso Governo), dopo aver completamente fallito nella gestione del terremoto, dimostra ancora una volta di non essere in grado di gestire una situazione emergenziale e per questo non può rimanere al suo posto. In questo periodo delicato non ha provveduto mai a coinvolgere i sindaci del suo territorio, non ha comunicato ai comuni alcuna disposizione da adottare, ha fatto fughe in avanti firmando ordinanze senza che ci fossero i presupposti emanati dalla Protezione civile nazionale. Questa incompetenza assume una gravità inaudita di cui i marchigiani pagheranno le conseguenze per chissà quanto tempo".

Alla riunione d’Ambito erano presenti per l’Ats 14 il presidente Carlo Flamini, per il Comune di Civitanova, i funzionari Antonietta Castellucci, Luca Macellari, il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore Barbara Capponi e otto sindaci: Noemi Tartabini di Potenza Picena, Reano Malaisi di Montecosaro, Andrea Gentili di Monte San Giusto, Rolando Pecora di Montelupone, Giovanni Mozzicafreddo di Porto Recanati, Stefano Montemarani di Morrovalle, Angela Barbieri di Montefano, Antonio Bravi di Recanati. Le richieste di chiarimento inviate ad Ancona sono relative a quattro punti: cosa si intende per "manifestazione pubblica", se solo quelle organizzate dalle amministrazioni pubbliche o anche quelle dei privati in luoghi pubblici o aperti al pubblico che comportino una significativa aggregazione di persone (discoteche, sale da gioco); se all'interno della locuzione "servizi educativi" rientrino anche centri di aggregazione, oratori e ludoteche; se nella dizione "istituti e luoghi della cultura" siano compresi centri anziani, cinema, teatri e sale prove; e se, infine, se la sospensione delle attività sportive riguardi solo quelle con pubblico o anche allenamenti e preparazioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2020 alle 14:22 sul giornale del 27 febbraio 2020 - 2883 letture

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