La persiana aperta, il volo, la degenza, la politica: la verità di Livio De Vivo

3' di lettura 11/02/2020 - È passato un mese esatto da quell’alba del 12 gennaio nella quale Livio De Vivo volò dalla finestra del suo appartamento in un edificio a Civitanova Alta

Uscirono versioni di vario tipo riguardo a quella misteriosa caduta nel cuore della notte che apparentemente non trovava spiegazioni plausibili. Trenta giorni dopo l’ex consigliere comunale è ancora in sedia a rotelle, con la gamba sinistra fratturata in più punti e un profondo taglio alla testa. Nel complesso, tutto sommato, poteva andare peggio considerando il volo a peso morto da quasi cinque metri di altezza. E ci tiene a dissipare le nubi su quella notte, soprattutto per cancellare la malelingue che lo crocifissero ingiustamente. “Mi sono svegliato intorno alle 5 di notte, senza particolari motivi – racconta De Vivo – mi sono reso conto che avevo lasciato le persiane di una finestra aperte e mi sono alzato per chiuderle. Sporgendomi, ho perso l’equilibrio e sono volato di sotto. È successo tutti in pochissimi istanti. Cadendo a terra ho battuto la testa e ho perso i sensi. Dei vicini devono aver sentito dei rumori, hanno visto la scena e hanno chiamato i soccorsi. Quando mi sono risvegliato ero in ospedale, c’erano i miei genitori vicino a me e avevo dolori un po’ in tutto il corpo. Per fortuna le fratture alla gamba sinistra sono le uniche davvero importanti, per il resto me la sono cavata”.

Nessun ladro, nessuna sostanza stupefacente in circolo, niente di niente: una tragica fatalità sul quale il chiacchiericcio è corso troppo veloce. “Non ho mai parlato con le forze dell’ordine né mi hanno interrogato o altro – continua De Vivo – quando sono arrivato in ospedale ovviamente mi hanno fatto tutte le analisi del caso: non avevo toccato una sola goccia di alcol o di qualsiasi altra sostanza, anche quella è stata una clamorosa bufala creata solo per colpirmi. Alcuni sono andati in giro a sostenere che fossi rimasto paralizzato. La cattiveria di certa gente mi ha fatto davvero male. Ed è per questo che non mi fermerò qui: sto raccogliendo gli screenshot di coloro che hanno usato i social per rovesciarmi addosso le nefandezze più disparate e sporgerò denuncia. Però devo dire che è stata anche un’esperienza formativa: sono venuti fuori coloro che mi volevano bene davvero e coloro che invece facevano solo buon viso a cattivo gioco”.

È stata una bella esperienza anche toccare con mano la qualità dello staff medico ed infermieristico dell’ospedale di Civitanova. “Non ci entravo come paziente da quando avevo da 10 anni e non pensavo ci fosse un livello di pulizia, competenza e professionalità così alto – prosegue De Vivo – spero vivamente che la politica, sindaco Ciarapica in testa, lotti davvero per non depotenziare questa struttura: Civitanova è ormai la prima città della Provincia e ha un ospedale di altissimo livello, non smantelliamolo».

Quando si inizia a parlare di politica, l’occhio di De Vivo torna vispo, anche se dopo l’esperienza da consigliere comunale di qualche anno fa se ne era un po’ distaccato. «Se ci sarà l’occasione per le prossime comunali vorrei tornare in pista, anche se quando fui consigliere comunale c’erano clienti che hanno iniziato ad evitarmi solo per questioni politiche – chiude – nell’ultima tornata elettorale sono rimasto fuori perché avevo troppe questioni personali da risolvere. Ma una volta superata anche questa mi piacerebbe tornare a dare un contributo alla mia città. Con chi? Qualche idea c’è, ma vediamo che candidati saranno della partita».






Questa è un'intervista pubblicata il 11-02-2020 alle 17:43 sul giornale del 12 febbraio 2020 - 3766 letture

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