Sportello antiviolenza di Civitanova: un luogo dove rivolgersi con fiducia e in completo anonimato

3' di lettura 10/02/2020 - E’ allarme sul numero dei femminicidi in Italia e cresce l’impegno dello sportello antiviolenza di Civitanova Marche, una realtà che sta diventando sempre più importante per il territorio grazie alle molteplici iniziative come il progetto “Ciak si gira contro la violenza” e alla realizzazione di “Bona” uno spot creato per promuovere il dialogo e la prevenzione, grazie al contributo del Dipartimento delle pari opportunità.

Dati allarmanti si registrano all’ultima relazione dell’anno giudiziario del Procuratore Generale Giovanni Salvi in cui si illustra come, sebbene siano complessivamente diminuiti gli omicidi in Italia, resta alta la percentuale di quelli in cui vittime sono le donne.

Sei donne uccise in una settimana, un dato preoccupante, una percentuale che deve destare attenzione soprattutto considerato il fatto che è l’ambiente familiare il luogo principale in cui questi delitti si consumano.

Ne abbiamo parlato con Elisa Giusti, responsabile dei servizi antiviolenza della cooperativa “Il faro” che ci ha illustrato le tante attività a sostegno della donna che il centro offre come colloqui di assistenza, percorsi di uscita, assistenza legale civile e penale e anche un gruppo di auto mutuo aiuto indispensabile dopo la prima fase per riacquistare gradualmente una vita sociale, confrontandosi con altre donne che hanno vissuto esperienze simili per recuperare autostima e sicurezza.

Tutti i servizi sono rivolti alle donne, gratuiti e svolti da operatrici qualificate che hanno anche una formazione specifica.

-La prima cosa che sottolineiamo è che viene garantito l’anonimato, ma non sempre le donne si rivolgono allo sportello della propria città, per questo abbiamo ampliato il raggio d’azione con sportelli a Macerata, Recanati, San Ginesio e Castelraimondo, basta verificare sul sito orari e giorni di apertura. – Ci spiega Elisa.

- Quello che mi auguro- continua- è che questo sportello venga conosciuto meglio dalla cittadinanza, non solo se ha voglia di fare del volontariato ma anche per capire cosa facciamo davvero perché le cose che conosci sei più portato a proteggerle, a dargli un valore maggiore.-

Proprio per questo grazie all’aiuto di volontarie e operatrici, lo sportello antiviolenza è presente nelle scuole, non solo superiori ma anche scuole dell’infanzia per sensibilizzare su questo importante tema.

-E’ molto bello lavorare coi giovani- continua Elisa- perché dopo il primo impatto li vedi che sono curiosi di capire, di sapere. I giovani rappresentano il futuro ed è a loro soprattutto che dobbiamo puntare. Non solo per sensibilizzare sul tema della violenza di genere ma anche per superare gli stereotipi, i pregiudizi, capire il ruolo della donna che non deve essere più commercializzata o pensata come un oggetto sessuale. Bisogna lavorare sulle fragilità dei giovani, indirizzarli e far capire loro le insidie che si nascondono dietro i social. Ora hanno un posto a cui potersi rivolgere, infatti arrivano da noi anche ragazzine accompagnate dalle madri che vogliono aiutarle a superare i momenti tipici dell’adolescenza e le paure della scoperta dell’essere femminile e fragile, in un mondo in cui la donna è spesso considerata in base alla bellezza. –

Il problema che ci rappresenta Elisa Giusti è dunque un problema anche culturale e l’obiettivo è di lavorare sulla consapevolezza e sul rispetto dell’essere umano.

Molti sono i progetti in cantiere, ma c’è bisogno di entusiasmo e forze nuove ed è per questo che il centro lancia un piccolo appello a tutte le donne che hanno voglia di dare una mano per creare laboratori, corsi, affinchè questo centro non sia solo un centro antiviolenza ma anche un laboratorio sociale a servizio di tutta la cittadinanza femminile.






Questo è un articolo pubblicato il 10-02-2020 alle 11:10 sul giornale del 11 febbraio 2020 - 1095 letture

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