Inaugurata "Space Oddity". La mostra urbana animerà le giornate di Popsophia fino al 28 luglio

3' di lettura 19/07/2019 - A Civitanova Alta iniziamo a galleggiare in uno “spazio strano”, lo Space Oddity. Come l'astronauta di David Bowie che fluttua nel vuoto, lo spettatore di Popsophia è stato giovedì 18 luglio, scagliato all'interno di questa mostra urbana esperienziale, che vuole superare il cordone rosso che ha da sempre ingiustamente diviso fruitore e oggetti esposti. Con situazioni che non solo si vedono, ma si provano con mano.

Il progetto, allestito fino al 28 luglio nei giorni del festival del contemporaneo, prende proprio in prestito il nome dal capolavoro del Duca Bianco, che ha festeggiato i suoi cinquant'anni dall'incisione. Space Oddity è allora occasione per articolare tutto il ragionamento sull'esaltazione della velocità. Del resto, 110 anni fa venne pubblicato il Manifesto dei Futuristi, con la “sfida alle stelle” marinettiana. E la sfida di Popsophia è partita dallo Spazio Multimediale San Francesco, dove scorre su uno schermo gigante l'impresa esagerata del regista Claude Lelouch, che si lanciò premendo sull'acceleratore attraversando Parigi all'alba. La folle corsa (“C'etait un rendez vous”, il nome) è stata ripresa nel 1976, diventando un corto. Velocità reale da una parte e velocità immaginaria invece in una serie di simulatori di Formula 1 che sono disposti a pochi metri di distanza. Con il pubblico che si può mettere alla prova, salendo pure su una monoposto.

Rossa, avvicinandosi poi ad un altro inchino, quello di Mauro Cicarè a Niki Lauda. E la velocità viaggia persino sui binari, ricordando la locomotiva “Satana su rotaia”, come è stata definita da Giosuè Carducci. Così “Il treno in corsa” di Ivo Pannaggi, in assoluto uno dei capolavori di riferimento del Futurismo italiano, si fa ammirare a Popsophia accompagnato da suggestioni visual di Riccardo Ruggeri e le composizioni musicali di Matteo Moretti.

All'Auditorium Sant'Agostino invece si ergono come statue su piedistalli alcune delle motociclette che hanno fatto l'iconografia della cultura massmediale internazionale, con l'ex chiesa che si trasforma in Tempio della Meccanica. Primeggia su tutte la Captain America, l'Harley Davidson Hydra Glide chopper di Easy Rider, pellicola che compie i suoi primi 50 anni, affiancata ad altre due ruote storiche del cinema. La Triumph Thunderbird portata da Marlon Brando ne “Il Selvaggio”, l'Harley Davidson Big Twin di “Sherlock Jr”, diretto da Buster Keaton, fino alla Indian Scout Special carenata su cui Anthony Hopkins ha vestito i panni del motociclista Burt Munro. Non mancano video istallazioni, disseminate ovunque.

“Abbiamo voluto sviluppare fino in fondo il Manifesto del Futurismo – le parole di Evio Hermas Ercoli, ideatore delle mostre con il supporto di Pietro Cardarelli e Riccardo Minnucci -. Un inno che ha rotto con il passato sfidando l'estetica. Il bello non è più geometrico e di prospettiva, ma meccanica e movimento, dinamica e velocità”.

All'inaugurazione erano presenti l'assessore alla Cultura del Comune di Civitanova Maika Gabellieri, Gianni Fermanelli, segretario generale della Fondazione Carima (fondazione che ha gentilmente concesso “Il treno in corsa”) e la dirigente Antonella Marcatili a nome dell'Ufficio Scolastico Provinciale.

www.popsophia.it #popsophia2019








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2019 alle 15:17 sul giornale del 20 luglio 2019 - 263 letture

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