Area Ceccotti, nella sentenza il TAR chiede la quantificazione del risarcimento

2' di lettura 18/04/2019 - Una vicenda che parte dal lontano 1978 quella della lottizzazione Ceccotti, area centrale e strategica per la città di Civitanova, la cui progettazione attraversa le diverse Amministrazioni comunali e Provinciali senza mai giungere a conclusione. Nel 2012, l’iter burocratico, diluito nell’arco di questi anni, ha indotto i proprietari a fare causa al Comune e proprio martedì è arrivata l’attesa sentenza del TAR, nella quale si accoglie l’istanza di risarcimento del danno che andrà quantificato in 180 giorni.

Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha convocato d’urgenza il Segretario generale Sergio Morosi, il funzionario tecnico Alessandro Fiorelli (in assenza del dirigente, l’Architetto Strappato, impegnato a Roma), e il Presidente del Consiglio, Claudio Morresi, per disporre le successive azioni da portare avanti nell’interesse della tutela pubblica, in vista di portare il nuovo progetto urbanistico, la cui predisposizione è in fase di elaborazione, all’attenzione del Consiglio comunale.

“L’elaborazione variante Ceccotti – ha spiegato il primo cittadino nel corso di una conferenza stampa appositamente indetta nella stessa mattinata – è un’eredità pesante che poteva essere evitata nel 2012 con l’approvazione della variante adottata da Mobili. L’ex sindaco Corvatta, per motivi prettamente ideologici, ha preferito proseguire la strada aperta in Provincia nel 2007 dal suo vicesindaco Giulio Silenzi, che per primo bocciò la variante generale al Piano Regolatore, solo nella parte relativa all’area Ceccotti richiedendo solo per questa la riprogettazione, visto che l’intera progettazione riguardava 20 piani attuativi.

Nel frattempo il TAR, nella sentenza dell’aprile 2012, respinge il ricorso dell’immobiliare Terzo Millennio (oggi Prica Immobiliare), e non consente il risarcimento perché l’Amministrazione aveva dimostrato di stare in stato di avanzamento con la progettazione e non di essere inerte come sostenuto nel ricorso dalla Immobiliare Terzo Millennio, e rimanda dunque il calcolo dell’eventuale risarcimento.

Con la Giunta Ciarapica il piano adottato da Corvatta, a fine del suo mandato, non viene approvato, in quanto i privati proprietari dell’area avevano già annunciato nuovi ricorsi poiché la ridotta capacità edificatoria concessa, circa 65/75Mila metri cubi, non avrebbe consentito loro di sopportare l’onere per la mole di opere pubbliche che il piano gli imponeva. L’approvazione non avrebbe risolto il ricorso in essere con la Prica Immobiliare e avrebbe dato la stura a nuovi ricorsi.

“Gli anni chiave di questa vicenda – conclude Ciarapica – sono quelli legati alla presidenza di Silenzi in Provincia e di Corvatta sindaco. Anni in cui il pregiudizio politico ha prevalso sulla realtà dei fatti con danno a carico di tutta la comunità civitanovese. Ora possiamo solo cercare di contenere le conseguenze di queste improvvide decisioni della sinistra, che non ha messo al primo posto il bene comune, e pensando anche a tutti i rimedi, ancora in essere, per per contrastare questa prima decisione del Tribunale amministrativo”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2019 alle 10:17 sul giornale del 19 aprile 2019 - 275 letture

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