Intitolato un parco all'agente-eroe Calogero Zucchetto

06/11/2018 - Martedì mattina, alle ore 11.00, a Civitanova Marche, alla presenza del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli, delle piu’ alte cariche civili, militari e religiose della Regione, di moltissimi studenti nonché di numerosi cittadini, si è tenuta la cerimonia di intitolazione del parco comunale sito nella zona sud della città, a Calogero ZUCCHETTO, vittima della mafia, barbaramente ucciso ad appena soli 27 anni il 14 novembre 1982.

L’evento commemorativo, fortemente voluto dal Questore della provincia di Macerata Dott. Antonio Pignataro, è stato organizzato dal comune di Civitanova Marche e dalla Questura di Macerata in memoria del giovane poliziotto detto “Lillo”, medaglia d’oro al valor civile, che immolo’ la propria vita per servire fedelmente lo Stato e sconfiggere il cancro della mafia che, all’epoca dei fatti, insanguinava le strade di Palermo. Per l’occasione, sono stati sono stati invitati a Civitanova Marche anche i funzionari della Squadra Mobile di Palermo che erano in servizio in quegli anni e che fianco a fianco hanno lottato per anni contro la mafia. In memoria di “Lillo” ZUCCHETTO, all’interno del parco è stata posta una scultura che al termine della cerimonia è stata benedetta dal Cappellano della Polizia di Stato don Adam Baranski. La cerimonia ha avuto inizio con la descrizione della figura dell’agente della Polizia di Stato Calogero Zucchetto in servizio negli anni Ottanta presso la Squadra Mobile di Palermo e stretto collaboratore del Vice Questore Ninni Cassarà, Dirigente della Sezione Investigativa.

L’agente della Polizia di Stato Calogero Zucchetto, per gli amici e colleghi “Lillo”, entra in Polizia all’età di 19 anni. Destinato alla Questura di Palermo, inizialmente viene assegnato alla Sezione Investigativa, dove si occupa, oltre che di indagini contro la mafia, anche della scorta di Giovanni Falcone, allora effettuata da agenti della Squadra Mobile. Professionale, caparbio, coraggioso, intelligente, Zucchetto intraprende la sua missione con grande entusiasmo. Si distingue subito. È un ragazzo, socievole, pieno di vita che lavora con determinazione, coraggio e passione. Grazie alle proprie capacità investigative ha modo di entrare in contatto col pentito Totuccio Contorno e di collaborare alle indagini che portarono alla stesura di un importante rapporto, il "Greco più 161", che tracciava dopo decenni di buio e di negazione del termine mafia un realistico quadro di cosa nostra e, in modo particolare, della guerra di mafia iniziata nel 1981 con l’ascesa del clan dei corleonesi.

La sua esperienza sul campo investigativo si rivela molto utile nella ricerca dei tantissimi latitanti dell’epoca. Nel mese di ottobre del 1982 giunge la notizia confidenziale degna di fede che dalle parti di Ciaculli si nasconde un pericoloso boss. Nei giorni immediatamente successivi, Zucchetto e il Dott. Cassara’ effettuano sopralluoghi nella zona con la moto personale di Zucchetto , ma Lillo viene riconosciuto da due noti latitanti , Giuseppe Greco e Mario Prestifilippo. Le attività di riscontro e le indagini svolte senza soluzione di continuità consentono alla Squadra Mobile di Palermo di arrestare Salvatore Montalto il 7 novembre 1982. Zucchetto dà un contributo decisivo all’operazione, pur consapevole dei rischi che corre perché cosa nostra era a conoscenza del ruolo fondamentale svolto da lui nelle indagini. Calogero è molto preoccupato, ma sa di aver fatto il suo dovere fino in fondo. Una settimana dopo si trova in città, nei pressi del bar Collica, affollato da molti giovani quando i due latitanti che lo avevano riconosciuto durante i sopralluoghi, in sella ad una motocicletta, gli si avvicinano e sparano cinque colpi di pistola. A 27 anni si spegne un’altra giovane vita, un’altra vittima innocente di un drammatico 1982.

Per l’omicidio di Zucchetto verranno condannati gli esecutori del delitto e come mandanti gli esponenti della Cupola di Cosa Nostra. Parole di profonda gratitudine per l’intitolazione sono state espresse dal Capo della Polizia Prefetto Franco GABRIELLI il quale con il suo intervento ha espresso profonda gratitudine al sindaco della città Fabrizio Ciarapica che ha voluto dedicare un “Parco così bello a questo ragazzo che mai avrebbe pensato di diventare un eroe”. Il Prefetto ha poi proseguito: “Questa intitolazione ricorda a tutti noi cittadini che la lotta alla criminalità appartiene a tutti ed è difficile, faticosa e impegnativa che non necessariamente ha come fine la sconfitta del male, ma sicuramente la vittoria del bene”. Il Questore di Macerata ha voluto sottolineare come “commemorare e onorare il ricordo di “Lillo” ZUCCHETTO costituisca un IMPORTANTE ESERCIZIO DELLA MEMORIA, come alimento per dare energia a noi poliziotti per adempiere ai nostri compiti con ulteriore perseveranza, saggezza e coraggio”.

Un saluto e un ringraziamento particolari, oltre che al Capo della Polizia, è stato rivolto dal Questore ai Funzionari della Squadra Mobile di Palermo di quegli anni, in special modo al Dr. Francesco Pellegrino, Al Dr. Francesco Accordino, Al Dr. Giuseppe Russo e al Dr. Filippo Piritore, che hanno fortemente desiderato di essere presenti alla commemorazione per testimoniare concretamente l’affetto e la stima per Lillo ZUCCHETTO. Il Questore ha proseguito sottolineando come il grande lavoro di questi uomini dello Stato abbia prodotto frutti negli anni successivi poiché dai rapporti di quella Squadra Mobile era stata chiaramente individuata la struttura di cosa nostra ed i vertici della mafia siciliana. Il monumento, realizzato da Paola Tassetti, cosi’ come interpretato dall’artista, è costituito da due tronchi di faggio che fuoriescono dal manto erboso, a ricordare le salde radici di Calogero verso la propria terra. “Lillo” saluta la sua Sicilia, che si espone colorata, lasciando l’Italia nello sfondo, per rafforzare il suo grande impegno per la sua terra MADRE, ma soprattutto per l’Italia intera.

La Silhouette di Calogero Zucchetto sulla sinistra (nella sua posizione più conosciuta di saluto e cordialità) si pone in stretta relazione alla sua terra. Ambedue i tronchi sono direzionati verso il Mare e ruotati l’uno verso l’altro, come a cercarsi, guardarsi e ricordarsi della loro profonda unione.





Questo è un articolo pubblicato il 06-11-2018 alle 21:31 sul giornale del 07 novembre 2018 - 268 letture

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