Falconara: arrestata la "Signora della droga" di Ancona, spacciava cocaina in tutta la provincia

19/09/2018 - Accusati di associazione a delinquere sei membri di una nota famiglia di etnia rom, i presunti vertici della piramide dello spaccio di cocaina nella provincia di Ancona. Un business da centinaia di migliaia di euro, la droga ordinata al telefono come semplici pizze. Il video dell'operazione

La chiamavano “La Signora”, Giulia Spinelli, classe 1967, che assieme alla omonima cugina, Giulia Spinelli classe 1969, dirigeva dal ristorante 'Mari e Monti' di Falconara Marittima (già La Rocca ndr) lo spaccio di cocaina in tutta la provincia di Ancona. La banda è stata sgominata all'alba alle 4 della mattina di mercoledì, con l’arresto dei sei elementi di punta, due uomini e quattro donne.

Proprio il ristorante ha battezzato l’operazione della Polizia di Stato “Mari e Monti”, iniziata seguendo le tracce di uno stalker. Durante le indagini sull’uomo che stava perseguitando la sua ex-moglie, gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Ancona scoprivano che anche quest'ultimo aveva una tossicodipendenza da cocaina. Per rifornirsi della costosa polvere l’uomo si era indebitato con alcuni membri della famiglia Spinelli, i quali erano soliti spacciare anche a credito al 50enne, in quanto cliente abituale. Un debito che costava caro al presunto stalker, che per soli 3500 di arretrati si vedeva costretto a lasciare alla famiglia Spinelli la sua auto, una Alfa Romeo Mito quasi nuova, con regolare passaggio di proprietà. “Nessuno denunciava e nessuno si azzardava a non pagare. Questo per il nome che la famiglia Spinelli aveva costruito sul territorio, che intimidiva i clienti dei pusher” spiega il Questore Oreste Capocasa, sottolineando che proprio in tale aspetto risiede la pericolosità dell’organizzazione e le basi dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti ed estorsione.

L’ORGANIZZAZIONE

L’associazione era strutturata secondo uno schema piramidale. In cima alla piramide il fornitore della cocaina, G.E., albanese parente acquisito della famiglia Spinelli. Subito sotto a dettare legge erano le donne della famiglia Spinelli, le due cugine omonime. Con i mariti dietro le sbarre le due matrone, in particolare la più giovane detta “La Signora”, avevano acquisito le redini delle attività malavitose dell’azienda di famiglia, dirigendo le operazioni di spaccio ed estorsione dal Marie Monti, il ristorante che gestivano come copertura; sotto di loro la figlia della Signora, Patrizia Spinelli e suo marito, di origine albanese, parente del fornitore di cocaina.

Ancora più giù nell’organizzazione erano molteplici gli appartenenti della famiglia, utilizzati per il lavoro vero e proprio di spaccio ed intimidazione “La droga non entrava quasi mai all’interno del ristorante” spiega il Capo della Mobile Vicequestore Carlo Pinto, “solo in un’occasione siamo intervenuti, quando un cliente sospetto aveva ordinato 6 pizze. Quelle 6 pizze erano 6 dosi di cocaina da 100 euro l’una”. Un business da centinaia di migliaia di euro quello ricostruito dagli inquirenti della Polizia di Ancona, che seguivano le indagini dall’ottobre del 2017.

OPERAZIONE “MARI E MONTI”

L’operazione ha richiesto quasi un anno di indagine agli inquirenti, che non volevano accontentare di arrestare i semplici cavalli, ovvero gli elementi incaricati del trasporto e lo spaccio della cocaina, di chi perpetrava fisicamente le minacce, ma volevano attaccare i vertici dell’organizzazione Rom di origine abruzzese. In circa 20 anni la banda a conduzione familiare aveva affondato le proprie radici in maniera tentacolare su tutto il territorio della provincia di Ancona. Necessarie intercettazioni e appostamenti, numerosi gli arresti e le perquisizioni degli Agenti di Polizia, che dovevano tuttavia sembrare sempre casuali ai membri dell’organizzazione, almeno fino alla maxi retata di mercoledì mattina. Alle 4 di notte i campanelli della famiglia Spinelli iniziavano a squillare, dall’altra parte del citofono gli uomini della Polizia. 17 le perquisizioni, quasi tutte tra Ancona e Falconara, ma anche nei comuni di Chiaravalle e Fabriano. Numerosi gli uomini impegnati dalle diverse Squadre della Questura di Ancona e dai Commissariati della Provincia (Polizia Scientifica, Unità Cinofile e Reparto Prevenzione Crimine, Squadra Volanti, Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ancona, “Le perquisizioni andavano fatte con un numero di Agenti adeguato al profilo criminale dei sospetti” spiega il Capo della Mobile Carlo Pinto.

Durante le perquisizioni non è stata trovata nessuna sostanza stupefacente, ma solo il materiale per l’imballaggio delle dosi e in una abitazione una pistola giocattolo senza la plastica rossa di riconoscimento e un passamontagna. Indizi che condurrebbero la polizia a pensare che le attività criminali andassero al di là dello spaccio. E' così che venivano emesse 6 Ordinanze di Custodia Cautelate in Carcere, verso coloro che gli inquirenti avevano ricostruito essere i vertici dell’organizzazione, il sequestro del ristorante e della vettura estorta. Le indagini ora continuano: “Abbiamo stabilito per la prima volta la presenza di un’associazione a delinquere formata da una famiglia di etnia Rom stanziale sul territorio di Ancona” spiega il Questore Oreste Capocasa “La famiglia aveva un impatto su tutto il territorio nella gestione dello spaccio di sostanze. I risultati ottenuti sono quelli del contrasto ad una criminalità di alto livello”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it






Questo è un articolo pubblicato il 19-09-2018 alle 18:09 sul giornale del 20 settembre 2018 - 2248 letture

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