Jesi: acquista una carabina su internet, nei guai un 40enne

19/06/2018 - L'operazione di Polizia Giudiziaria, “denominata Lethal Weapon”, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (S.C.O.) e dalla Procura della Repubblica di Enna, ha coinvolto anche la Mobile di Ancona: scaturita da un’indagine riguardante l’acquisto per corrispondenza dalla Polonia di armi micidiali, eludendo i divieti imposti dalla legge italiana (art. 17 L. 110/78), ha fatto scattare la denuncia per uno jesino.

L’attività investigativa ha riguardato 80 soggetti tutti residenti in Italia che si sono resi responsabili dell’acquisto per corrispondenza dall’estero di armi ad aria compressa con potenza superiore a 7,5 joule (limite imposto dalla Legge italiana oltre il quale l’arma viene classificata come clandestina).

L’operazione, che ha visto coinvolta anche la provincia di Ancona, si è conclusa con ben 78 perquisizioni, identificando oltre 90 soggetti; 78 denunce, a vario titolo, perché in possesso di armi illecitamente acquistate. A carico dei denunciati si è proceduto alla contestazione di reato per la violazione di cui all’art. 17 L. 110/75 (acquisto di armi per corrispondenza), nonché a quella del reato di omessa denuncia della detenzione armi di cui all’art. 38 T.U.L.P.S, nonché detenzione di arma clandestina e/o arma comune da sparo;

Sono state infine sequestrate 92 armi, di svariati modelli, di fabbricazione straniera, ed in particolare 80 carabine e 12 pistole ad aria compressa.

A Jesi, personale della Squadra Mobile di Ancona, coadiuvato dal locale Commissariato di P.S., ha perquisito l’abitazione di F.M. (di anni 40) il quale è stato trovato in possesso di una carabina (HATSAN Mod Torpedo 150 Sniper, con mirino ottico di precisione) non avente non solo i requisiti di legge in quanto di potenza superiore a quella prevista dalla legge italiana, quindi classificata come “clandestina”, ma anche in violazione del Testo Unico sulle armi che vieta in modo categorico l’acquisto di tali strumenti atti ad offendere per corrispondenza.

L’arma gli veniva sequestrata e il soggetto deferito all’Autorità Giudiziaria competente.

I FATTI da cui sono scaturite le indagini

I fatti traggono origine nel settembre 2016, quando la Polizia di Stato accertava che un soggetto siciliano aveva acquistato svariati prodotti da negozi on-line, fornendo dati di pagamento di carte di credito rivelatesi essere clonate. Pertanto, all’epoca, gli investigatori predisponevano un idoneo servizio nella cittadina di Centuripe (Enna), al fine di intercettare la merce provento del delitto di truffa,. Gli agenti, quindi, monitoravano un corriere intento ad effettuare consegne nel centro di quel paese e, nella circostanza, sorprendevano un uomo, poi identificato in P.V., intento a ritirare, dall’addetto della società di trasporti, il pacco contenente la merce truffata, oggetto della denuncia di un commerciante. L’uomo sottoposto a perquisizione presso la sua abitazione ubicata in quella cittadina, veniva trovato in possesso di altra merce di apparente provenienza illecita, per lo più acquistata on line[1]. Tra la merce rinvenuta, sottoposta a sequestro, vi era anche un fucile ad aria compressa di fabbricazione turca completo di munizionamento, nonché un cannocchiale di precisione per fucile, il tutto acquistato presso una società avente sede in Polonia.

In considerazione delle risultanze acquisite l’uomo all’epoca veniva tratto in arresto poiché colto nella flagranza dei reati di ricettazione di merce provento di truffa, ex art. 648 c.p. nonché di detenzione di arma clandestina, ex art. 23, comma 1, lettera 1), Legge nr. 110 del 1975 ed infine di ricettazione della stessa arma. Si risaliva quindi alla provenienza di tale arma, acquistata online da un sito polacco ed inviata tramite corriere sul territorio nazionale.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it




Questo è un articolo pubblicato il 19-06-2018 alle 11:25 sul giornale del 20 giugno 2018 - 795 letture

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