Vivere a 4 Zampe: la macellazione dei cavalli in Italia e l'orrore dei 'Viaggi senza ritorno'

Vivere a 4 Zampe, Viaggi senza ritorno 3' di lettura 23/11/2014 - Nei prossimi articoli di Vivere a 4 Zampe affronteremo il tema del consumo di carne equina in Italia e dei cosiddetti 'Viaggi senza ritorno': un terribile viaggio di circa duemila kilometri in cui decine di migliaia di cavalli da macello lasciano la Polonia per venire incontro alla morte nei mattatoi italiani.

ARTICOLO 1 : LA POLONIA E I VIAGGI SENZA RITORNO

In seguito alle dichiarazioni della ministra per le Riforme Maria Elena Boschi circa la sua passione culinaria per la carne di cavallo ed il rammarico per la difficile reperibilità di questa pietanza nel territorio laziale, in Parlamento si è acceso un'ampio dibattito. L'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) l'ha accusata di aver avuto poca sensibilità nei confronti di chi si batte affinchè i cavalli vengano riconosciuti come animali d'affezione, come i cani e i gatti.

Rappresentante di questa battaglia è certamente la deputata di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla, che ha avanzato una proposta di legge per far riconoscere i cavalli, appunto, come animali d'affezione. Questo appellativo permetterebbe di bandire definitivamente la macellazione dei cavalli e introdurrebbe numerose altre norme a tutela di questi animali oltremodo sensibili.

Le dichiarazioni della ministra Boschi hanno anche animato il desiderio dell'associazione animalista Essere Animali di mostrare il lato nascosto che si cela dietro la carne di cavallo ed è questo lo scopo con cui è stato realizzato il reportage sui cosiddetti 'Viaggi senza ritorno', pubblicato anche su corriere.it, in cui viene mostrato come i cavalli vengono uccisi nei mattatoi italiani. 'A differenza di altre investigazioni, questo video non vuole denunciare violazioni della legge nel trasporto e nella macellazione degli animali, ma la sofferenza, il dolore quotidiano e perfettamente legale – sottolinea Claudio Pomo, responsabile delle campagna di Essere Animali -. Crediamo che la maggior parte delle persone non sappia cosa c’è dietro la carne di cavallo e speriamo che questo documento serva a farli riflettere. Vogliamo fermare per sempre tutto questo'.

Secondo i dati ISMEA-AC Nilesen homescan risalenti all'anno 2004, la Puglia è la regione italiana al vertice della classifica per consumo di carne equina con 82.313 animali macellati, seguita da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e infine Lazio, con 8.686 equini macellati.

Tutto inizia in Polonia, Nazione europea da cui proviene la maggior quantità di cavalli che, una volta percorso un viaggio di circa duemila kilometri, arrivano in Puglia per essere macellati. Le anticamere dell'inferno sono località polacche come Skaryszew, dove si tengono delle fiere paesane in cui i lotti di cavalli vengono acquistati. È in posti come questo che la domanda e l'offerta si incontrano.

Cavalli evidentemente stressati e spaventati vengono tenuti legati per ore ai trailer fatiscenti che li hanno portati alle fiere dagli allevamenti o dalle aziende agricole in cui non possono più svolgere il loro lavoro perchè anziani, infortunati o malati. Una volta acquistati vengono trascinati a forza nei camion e qui parte per loro la tratta verso l'Italia.

Prima di essere importati, però, i cavalli comprati alle fiere vengono tutti trasportati ad un centro di raccolta e in seguito in un luogo di controllo situato al confine italo-sloveno, dove vengono visitati dai veterinari che danno l'ok ad attraversare il confine. Gli equidi viaggiano in automezzi che per legge possono trasportare fino a venti individui, chiusi in box singoli le cui misure variano in base all'età del cavallo.

Attendono circa 24 ore legati nei loro angusti box negli stalli di sosta; ad attenderli il giorno successivo lunghe ore di viaggio che li portano agli impianti di macellazione. Nel caso della Puglia, il viaggio può durare anche dodici ore. Le immagini di questi momenti di grande stress per gli animali sono eloquenti e le foto che Vi proponiamo sono solo le meno cruente.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2014 alle 14:30 sul giornale del 24 novembre 2014 - 3989 letture

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