Calcio: squalificato Marrocco. Giura: ”Ho esagerato nelle proteste, ma l’arbitro non l’ho spinto”

2' di lettura 21/11/2014 - Come un macigno la mannaia del Giudice Sportivo si è abbattuta sul Real Citanò: dopo la sconfitta in quel di Montefano, infatti, il comunicato ufficiale ha riservato brutte sorprese per la formazione civitanovese, che dovrà fare a meno del centrocampista Michele Traini per due giornate e del terzino Roberto Marrocco per cinque.

Ma se i due turni di stop al giovane Traini erano preventivabili, dato il rosso diretto per proteste in pieno recupero, il lungo digiuno forzato al difensore è apparso quanto mai esagerato. Recita infatti il Comunicato Ufficiale:”Cinque giornate di squalifica per aver rivolto all'Arbitro frasi ingiuriose e blasfeme, nonché per averlo attinto con una spinta”.

Ma se in relazione alla prima parte della motivazione non ci sono appunti da fare, se non rivolgere le scuse al direttore di gara per la foga eccessiva nelle rimostranze, sull’aggravante della spinta è lo stesso Marrocco a gridare innocenza.

“Nel momento stesso in cui, al tredicesimo del primo tempo, l’arbitro ha assegnato il rigore – dice Marrocco – mi sono avvicinato al direttore di gara in modo irruento, protestando animatamente. Non nego di aver rivolto qualche espressione ingiuriosa accompagnata da una censurabile bestemmia, ma nego in ogni modo di averlo attinto con una spinta. Nell’enfasi, infatti, l’ho sfiorato con la punta delle dita e lui ha interpretato il gesto come fosse una spinta, ma non è assolutamente così. Quel tocco, del tutto fortuito, è stato erroneamente interpretato come un tentativo di aggressione fisica, che lungi da me solamente pensare, figuriamoci fare. E’ la mia prima espulsione in tanti anni di attività sportiva, stare fermo cinque turni per qualcosa che non ho commesso è un’ingiustizia”.

A margine della squalifica è il Direttore Sportivo Emanuele Trementozzi a commentare l’accaduto. “A fine gara ho chiesto scusa al direttore di gara per le proteste, delle quali Marrocco se ne è preso piena responsabilità davanti a tutta la squadra. Ma riteniamo ingiusto punire un ragazzo per qualcosa che non ha commesso, a maggior ragione passando davanti agli occhi dell’opinione pubblica come un violento. La società ha ripreso il ragazzo per l’esagerata protesta e per l’espulsione dopo appena tredici minuti, ma si schiera dalla parte dello stesso in relazione al lungo stop, che di certo non meritava in questa misura. In ogni caso siamo consapevoli di dover registrare il nostro comportamento verso gli arbitri, cercando di limitare al massimo le rimostranze in campo e cercando di aiutare i direttori di gara nelle loro prestazioni. Abbiamo sempre asserito che nei post gara non faremo mai menzione dell’operato dell’arbitro per rispetto ed etica sportiva, ma al contempo non possiamo accettare che ancora una volta un referto appaia quanto meno esagerato se non stranamente interpretato”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-11-2014 alle 19:03 sul giornale del 22 novembre 2014 - 772 letture

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