Vivere la Storia: la storia della nostra città, da Cluana a Civitanova

Vivere la Storia, civitanova marche 5' di lettura 20/11/2014 - Gli insediamenti preistorici scoperti dagli archeologi dimostrano che l'uomo abitava l'area geografica che oggi corrisponde a Civitanova Marche fin dal periodo Paleolitico. Dalla seconda metà del VI secolo a.C. i greci utilizzavano il Mare Adriatico per i loro commerci e la foce del fiume Chienti veniva utilizzata dalle loro navi come approdo.

Nell'VIII secolo a.C., in epoca pre-romana, a nord della foce del fiume Chienti, lungo la costa adriatica, veniva fondata 'Cluana' ed è questo il nome più antico di Civitanova Marche. Nel 268 a.C. il popolo piceno viene sconfitto in guerra dai romani, la sua terra annessa al territorio di Roma e con essa appunto anche Cluana.

Nel 50 D.C. su una collina vicina al mare, nei pressi di Cluana, sorge un nuovo piccolo centro abitato: Cluentis Vicus, l'attuale Civitanova Alta (frazione di Civitanova Marche). La sua fondazione ci è testimoniata da un'epigrafe di pietra, oggi conservata nell'atrio della "Delegazione comunale".

I due centri, pur diversi - uno sul mare e l'altro arroccato sull'altura - nel corso dei secoli e tra alterne vicende, rimangono sempre legati e collegati tra loro. Ne sono un esempio le reazioni dei cittadini durante le invasioni barbariche, quando Cluana venne distrutta dai Visigoti e quasi tutti i superstiti si rifugiarono nel Vicus. In quell'epoca di decadenza dell'Impero Romano d'Occidente il Piceno è teatro di continue invasioni, saccheggi e devastazioni.

Cluentis Vicus riesce a sopravvivere a questo duro periodo storico e nel 1009 viene menzionato con i nomi Civitate Nova, Civitas Nova, Civitatem Novam e Nova Civitas. La vita riprende e le persone pian piano ritornano ad abitare più vicino alla costa, sulla collina San Marone, dove fin dal II secolo è presente una "Memoria" dedicata al santo martire, oggi patrono di Civitanova Marche.

Con l'arrivo dei Franchi si impone il sistema feudale, e sempre più frequenti sono le sottomissioni e le aggregazioni al Comune di feudatari e monasteri. L'antica famiglia degli Aldonesi nel 1075, si fa garante, assieme al vescovo di Fermo Pietro I, della difesa della città.

Nei secoli successivi sono molti i domini che si avvicendano: prima la Chiesa, poi i Varano da Camerino, i Malatesta da Rimini, Francesco Sforza da Milano, Filippo Maria Visconti e i Cesarini da Roma.

Nel 1440, in piena Età Rinascimentale, sotto la signoria degli Sforza, viene costruita una nuova cinta muraria chiamata "Scarpata" e, successivamente, modificate le quattro torri a difesa delle porte (Porta Zoppa, Porta Girone, Porta Mercato e Porta Marina).

Interventi difensivi anche nella zona del porto, dove nonostante la cospicua presenza di pirati che infestavano le coste, non si arrestava l'insediamento di famiglie di pescatori e commercianti lungo la costa, che viene dunque munita di una fortezza di difesa. Sui suoi resti è stato costruito l'attuale palazzo comunale Cesarini-Sforza.

Nella prima metà del XVI secolo la città vive un altro periodo difficile, subendo lotte interne, incursioni turche, dispute tra signorotti locali e soprattutto la peste che fa una strage tra la popolazione. Alla fine di questo periodo la città è in piena decadenza e nel 1551 viene ceduta da papa Giulio III al nobile romano Giulio Cesarini per risanare un debito contratto dalla Camera Apostolica.

Papa Sisto V - nato a Grottammare, non molto distante da Civitanova - alla fine del Cinquecento trasforma il marchesato dei Cesarini in ducato, che in seguito al matrimonio di Livia Cesarina con Federico Sforza di Santa Fiora, avvenuto nel 1674, prende il nome di Cesarini–Sforza. In seguito a tale cambiamento si registra un periodo di rinascita e di rinnovamento urbanistico: a Civitanova Alta l'intero assetto della città cambia, grazie alla realizzazione di nuove strade e palazzi e al rifacimento delle mura. Una rinascita che non produce benessere per i cittadini, al contrario di quanto si potrebbe immaginare, e che continuano a vivere in misere condizioni. Fra i duchi di Civitanova di questo periodo è certamente da ricordare Virginio Cesarini, poeta italiano, amico di Galileo Galilei e membro dell'Accademia dei Lincei.

Nel Seicento e nel Settecento la Città Alta continua a trasformarsi, viene ampliata la piazza principale e costruita la chiesa di San Paolo (che prende il posto dell'omonima Collegiata), la Torre civica è rimpiazzata dalla Torre dell'orologio.

La città nel frattempo continua a svilupparsi nonostante il pericolo di invasioni turche, albanesi e dalmate; il Porto cresce e prende forma una nuova cittadina. Civitanova nel 1782 conta 6057 abitanti di cui 5717 nella Città Alta, 65 a San Marone e 275 al Porto.

Il 12 dicembre 1828 Papa Leone XII concede il titolo di Città alle due sedi, quella Alta e quella del Porto. Nel 1833 la città conta 8.400 abitanti. Nel 1841 sul Porto viene costruita la prima chiesa, San Paolo, completata dodici anni dopo, per l'appunto nel 1853. Nel 1913 la frazione di Porto Civitanova viene elevata a "Comune autonomo". Nel 1938 Porto Civitanova e Civitanova Alta si riuniscono in un unico comune con il nome di Civitanova Marche.

Il seguente sviluppo industriale fa diventare Porto Civitanova sede di villeggiatura estiva di nobili famiglie dell'entroterra. Il conte Pieralberto Conti (1923) costruisce un ippodromo e, nel 1910, una villa in stile liberty finanziata dalla sua prima moglie, la contessa Augusta Morrone Mozzi. La città si arricchisce di nuove strade, ville signorili, edifici in stile liberty, spiagge e spazi ricreativi che donano a Civitanova la configurazione di centro turistico balneare.

Civitanova fu anche sede vescovile. Secondo tradizione nella Chiesa Cattolica il titolo delle diocesi soppresse è conferito ai vescovi destinati a cariche di curia o a funzioni diplomatiche. Il titolare dell'antica diocesi è oggi l'arcivescovo Claudio Maria Celli, in servizio presso la curia vaticana.

E arriviamo ai giorni nostri. Civitanova Marche, in dialetto locale "Citanò", secondo i dati ISTAT risalenti al 2010 oggi vanta oltre 40.000 abitanti di cui 3600 stranieri.








Questo è un articolo pubblicato il 20-11-2014 alle 21:35 sul giornale del 21 novembre 2014 - 1623 letture

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