Vivere a 4 Zampe: quattro comportamenti animali... quasi umani!

2' di lettura 15/11/2014 - Talvolta sentiamo dire 'gli manca solo la parola', riferito ad un animale che sembra comportarsi quasi da umano. Anni passati a stretto contatto con le più diverse specie di animali hanno permesso ad etologi, documentaristi e biologi di scovare in loro comportamenti che non pensavamo fosse possibile trovare nel mondo animale! Eccone alcuni.

Partiamo con un vero e proprio tabù: la prostituzione. È nota la passione dei bonobo per il sesso, che rappresenta un'importante funzione sociale, al di là della semplice riproduzione. Ma anche i pinguini di Adelia mostrano a questo proposito un particolarissimo comportamento non molto diverso da ciò che intendiamo per prostituzione: alcune femmine di questa specie sono state sorprese a copulare con maschi esterni alla propria 'vita coniugale' e poi prendere alcuni bastoni (circa una sessantina) da loro per realizzare il proprio nido. Talvolta è proprio il maschio a portarli prima dell'accoppiamento.

Un altro comportamento che solitamente crediamo caratterizzi esclusivamente l'uomo è quello di dare nomi alle cose e agli individui. L'ornitologo di fama mondiale Karl Berg durante lo studio di una colonia di parrocchetti Forpus ha indivuadato in loro un'abilità molto simile, infatti ogni individuo risponde ad un particolare suono che in termini antropomorfi corrisponde al suo nome. I piccoli lo imparano proprio come i bambini umani: sentendosi ripetere lo stesso verso molte volte, prima o poi imparano che quello è il verso che corrisponde al loro 'nome'.

Gli elefanti sono una delle specie animali, insieme alle balene, che più mi hanno colpita da sempre per l'estrema sensibilità ed intelligenza. In particolare gli elefanti sono mammiferi che vivono in estesi gruppi matriarcali e sono soliti tessere tra loro relazioni sociali molto strette: rappresentano delle vere e proprie famiglie e non è raro riscontrare in questi animali fenomeni di solidarietà e protezione anche quando questo implica aiutare il cucciolo di un'altra mamma o un esemplare con cui non si hanno legami di sangue. Quando un membro del gruppo muore, tutti gli altri reagiscono in modo profondamente emotivo e rituale, come ad un funerale. Sono stati visti vegliare la carcassa dell'elefante defunto per giorni e giorni, appoggiargli la proboscide sopra e versare lacrime.

Infine, alcuni studiosi della Queen Mary University hanno scoperto che anche le capre, proprio come le persone, sviluppano dei dialetti che dipendono dal loro ambiente di provenienza. In questo caso gli studiosi hanno osservato degli esemplari dalla loro nascita fino a quando cominciavano ad instaurare le prime relazioni sociali, momento in cui tendono ad imitare l' 'accento' delle altre capre appartenenti al loro stesso ambiente.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2014 alle 14:01 sul giornale del 17 novembre 2014 - 3122 letture

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