Calcio: elezione presidente LND. “Votazioni farsa, l’astensione era l’unica via possibile”

paolo cellini, real citanò 2' di lettura 30/10/2014 - Il Real Citanò, nella persona dei dirigenti Emanuele, Matteo e Davide Trementozzi, ha partecipato lunedì scorso all’assemblea elettiva del Comitato Regionale Marche, chiamata a designare il candidato alla carica di presidente della LND.

Una riunione che, però, ha messo in luce tutte le storture di un sistema, nello specifico calcistico ma più in generale italiano, che fa calare dall’alto le candidature, senza dare la possibilità di valutare programmi e idee degli stessi candidati. E il Real Citanò, che per coerenza con la propria filosofia e i propri ideali si è astenuto, vuole sollevare il problema.

“Trovarsi a votare dei candidati di cui si conoscono a malapena solamente nome e cognome è quantomeno bizzarro – afferma il Direttore Sportivo Emanuele Trementozzi – Ci saremmo aspettati un vademecum con i relativi programmi dei candidati presidenti, oltre alla presenza degli stessi. Invece no, siamo stati indotti a votare senza conoscere minimamente i personaggi in questione, basandoci esclusivamente sul nome e sul Comitato di referenza.

E’ per questo motivo che abbiamo sostenuto appieno la linea tracciata dal presidente Paolo Cellini, che ha invitato tutti all’astensione, riservandosi di valutare in seguito i candidati, basandosi sui programmi proposti. Fermo restando l’assoluto rispetto per i cinque presidenti che hanno avanzato il nome di Repace, risultato poi il candidato designato alla Presidenza, senza per altro che possa essere raggiunta visto la mancanza del quorum minimo stabilito in nove comitati favorevoli, è sembrata in tutto e per tutto una votazione farsa, dove l’astensione a nostro modo era l’unica via possibile. Mambelli, Repace, Belloli: ci chiediamo, chi sono? Sono giovani, anziani, propositivi, conservatori? Avremmo gradito conoscerli senza doverci basare sull’esclusività anagrafica.

Ci siamo astenuti perché non è questo il concetto di democrazia che da sempre avalliamo: i candidati sono stati calati dall’alto, da Roma e bene ha fatto il presidente Cellini ad astenersi. E’ il tipico fare italiano del quale il calcio, ahimè, ha ripreso le storture più evidenti. La prossima volta, se vorranno che ci si esprima in maniera costruttiva, si dia la possibilità di valutare attentamente i candidati, di farceli conoscere e di votare le loro idee e non i loro nomi o regioni di provenienza. Solo così ci sentiremmo liberi di scegliere e non costretti ad astenerci, senza pensare all’unica alternativa possibile: votare, cioè, il meno peggio e totalmente a caso. Invitiamo per cui il presidente Cellini a farsi valere a Roma, ribadendo un concetto fondamentale della democrazia: libera scelta in libero arbitrio. Sarebbe un primo passo verso il miglioramento del sistema, a patto che questo sistema lo si voglia cambiare veramente”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2014 alle 23:46 sul giornale del 31 ottobre 2014 - 1048 letture

In questo articolo si parla di sport, calcio, civitanova, real citanò

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aaPL





logoEV