Giorno della Memoria, una lapide sotto l’arco di vicolo della Luna per ricordare la storia degli ebrei

Giorno della Memoria a civitanova 3' di lettura 27/01/2014 - Una targa in marmo per ricordare i luoghi in cui, in altre epoche, vennero segregati gli ebrei. E' il gesto simbolico col quale l'Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha voluto ricordare lunedi, in occasione del Giorno della memoria, lo sterminio degli ebrei.

“Già Ghetto ebraico di Civitanova Alta”, questa la scritta sulla lapide posizionata sotto l’arco di vicolo della Luna, per commemorare la storia degli ebrei che alla fine del Quattrocento vennero a Civitanova, chiamati dal Comune e anni dopo rinchiusi nel ghetto dopo la bolla papale.

Presenti alla cerimonia il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna e il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, gli assessori Doriana Mengarelli, Francesco Peroni, Marco Poeta, i consiglieri Gustavo Postacchini (delegato alla Città Alta), Piero Gismondi e Antonio Colucci, la presidente Anpi Anita Pantanetti, il V dell’Istituto Virgilio Bonifazi in rappresentanza delle scuole, numerose autorità militari, Polizia municipale col gonfalone civico.

Commozione alle note del Silenzio intonate dal trombettiere maestro Alberto Frenicchi, nei momenti dello scoprimento della targa, che era stata coperta dalla bandiera italiana, e della deposizione della corona d’alloro.

A introdurre le celebrazioni il presidente Costamagna che, dopo aver ringraziato i presenti ha detto: “Il sonno della ragione genera mostri e oggi ricordiamo il più grande dei mostri della storia, lo sterminio degli ebrei. La shoah rappresenta questo, lo spazzare via tutto e tutti a causa dell’intolleranza. le istituzioni sono qui a svolgere il loro ruolo, ad essere contro ogni intolleranza e ad insegnare ai giovani che ci possono essere profonde differenze di vedute e di opinioni, ma che nessuno può essere discriminato per sesso, religione e razza. Purtroppo assistiamo anche nel secolo in cui viviamo a fenomeni di negazionismo pericolosissimi; in questo modo le ingiustizie del passato proseguono e vivono ancora nel presente, come dimostrano i recenti episodi accaduti a Roma. Il nostro dovere morale è fronteggiare insieme i germi di un nuovo sonno, e dare il segno che da questa follia ci siamo rialzati”.

Terminata la prima parte delle celebrazioni, la Giornata della Memoria è proseguita nella sala consiliare della delegazione dove i professor Pierluigi Cavalieri e il brigadiere Vito Carlo Mancino hanno spiegato ai presenti la storia degli ebrei di Civitanova e l’Olocausto.

“Cercare di capire perché un popolo maturi segni di odio inimmaginabili – ha detto il sindaco Corvatta – è fondamentale per non ripetere gli errori. Ci sono radici economiche, politiche, ma anche sociali e individuali dietro a queste tragedie provocate dall’uomo. Ieri gli ebrei, i neri, oggi gli extracomunitari e nomadi, discriminiamo tutti e generalizziamo i colpevoli senza andare più a cercare chi commette reato. Tendiamo a criminalizzare una razza o una fascia della società senza cercare la verità. Non si può fare una società migliore senza migliorare noi stessi”.

Il prof. Cavalieri ha ricordato la storia del vicolo degli ebrei civitanovese, così definito anche nelle mappe fino all'Unità d'Italia. La popolazione ebraica arrivò a Civitanova nel 1474 per aprire un banco dei pegni, attività proibita ai cristiani, e nel tempo sorsero sia una sinagoga che un cimitero ebraico. Cavalieri ha poi illustrato un importantissimo documento scritto da un civitanovese sulle discriminazioni razziali degli ebrei, ritrovato grazie a studi del professor Wherther Angelini. Mancino ha invece ricordato la storia più recente, l’Olocausto e la Shoah.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2014 alle 16:31 sul giornale del 28 gennaio 2014 - 2680 letture

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