A proposito del capitale sociale dell'ATAC

4' di lettura 23/09/2013 - Penso che a Civitanova Marche siamo arrivati a un bivio pericolosissimo dal quale tutti ne usciremo con le “ossa rotte” se l’attuale maggioranza non comprende che scelte di finanza locale, che riguardano il futuro del Paese devono essere prese coinvolgendo l’intera comunità.

Molti di voi conoscono la mia opinione sull’accorpamento all’ATAC delle attuali partecipate. In sintesi, ho sempre affermato che se prima non si riforma radicalmente l’ATAC, qualsiasi incorporazione potrebbe essere pericolosa per il bilancio comunale. Ciò è stato spiegato analiticamente al Sindaco e ai dirigenti comunali con i quali si è discusso, tra l’altro, sulla riduzione della spesa dell’Ente nonché del recupero di somme che vanno accertate e, quindi, riscosse.

La politica ha fatto scelte che sono diametralmente opposte ai risultati elaborati, cogliendo solo frammenti dl nostro lavoro. Non mi meraviglia e, com’è mio costume, sicuro di aver sbagliato insieme a Lippo e Frinconi gli interventi risolutori per le finanze dell’Ente, chiedo scusa a questa Giunta Comunale, anche se ritengo doveroso informare con la dovuta correttezza e trasparenza i cittadini. Il mio, pertanto non sarà un intervento politico, non avendone le capacità, ma squisitamente tecnico.

Veniamo ai fatti. Con delibera della Giunta Comunale n.328 del 12 settembre 2013 è stato deliberato l’atto avente ad oggetto ” ATAC Civitanova s.p.a.. Approvazione aumento di capitale mediante conferimento di cespiti immobiliari. Invio atto al Consiglio Comunale”. Il Consiglio Comunale con delibera n.89 del 6 dicembre 2011 aveva disposto l’aumento di capitale all’ATAC mediante il conferimento alla società di un immobile di proprietà del Comune, definito ex Mattatoio.

Con la delibera in esame la nuova amministrazione ritiene opportuno variare l’aumento di capitale con un lotto edificabile, ubicato nella zona stadio, nell’area ex Micheletti, ritenuto dall’Amministrazione ”utile all’Azienda per la realizzazione dei propri uffici, potendo così, nel futuro, accentrarli in unica sede con ovvie economie di scala e migliore funzionalità organizzativa e logistica”. Questa è una scelta politica sulla quale non entro nel merito.

Ciò che emerge,invece,sotto il profilo strettamente tecnico-contabile, è il capitale sociale dell’ATAC. Esso ammontava al 31,12 2010 a € 2.093.000/00. Oggi lo stesso è quantizzato in € 1.102.550/00.In estrema sintesi lo stesso, in meno di tre anni, si è dimezzato e la perdita di capitale viene rimpinguata con l’area ex Micheletti valutata € 800.800/00. L’atto, a mio sommesso avviso, è carente di motivazione.

Sarebbe stato opportuno, per un’analisi seria della deliberazione acquisire il parere del collegio dei revisori dei conti sia del Comune (si legge in delibera che la proposta “è stata esaminata dal Collegio dei Revisori dei Conti il 4/9/2013”)sia dell’ATAC; una relazione dettagliata del dirigente del servizio bilancio sulla situazione patrimoniale del Comune che si verrebbe a determinare a seguito del trasferimento del bene all’ATAC; una relazione analitica del Presidente dell’ATAC, certificata dal collegio sindacale, sulle cause che hanno determinato il dimezzamento del Patrimonio della società e sulle conseguenze civilistiche che il mancato incremento può determinare alla S.P.A.

In sostanza il Consiglio Comunale non è messo in grado di analizzare né le cause del dimezzamento del capitale sociale né le prospettive future dell’Azienda, nulla emergendo dall’atto. Sotto il profilo della legittimità il Segretario Generale riporta, pari passo, alcuni stralci della Delibera della Sezione del Controllo della Lombardia del 28 gennaio 2013, tratti da una “Inadgine sulle società ed organismi partecipati dagli enti locali della Regione Lombardia”, molto interessante per comprendere il sistema delle partecipate.

Non dobbiamo dimenticare, a proposito, che la stessa Sezione lombarda ha chiarito un altro concetto che andrebbe esplicitato , valutato e approfondito: il Comune perderebbe la proprietà del bene, che confluirebbe nel patrimonio sociale di ATAC spa e che potrebbe, come recita la Sezione, “essere aggredito dai creditori sociali e ripartibile, in sede di eventuale liquidazione”. Orbene che garanzie il CDA dell’ATAC ha offerto al Consiglio Comunale? Quali sono le prospettive economiche di questa azienda? Sono queste le domande cui andrebbe data una risposta urgente prima di rimpinguare il capitale. In carenza di tali elementi ritengo che i consiglieri comunali debbano approfondire seriamente dette problematiche e solo dopo esprimere liberamente il proprio voto.


da Raffaele Landolfo

Dirigente RPS in pensione 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-09-2013 alle 17:57 sul giornale del 24 settembre 2013 - 1016 letture

In questo articolo si parla di attualità, Atac Civitanova, Raffaele Landolfo

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