Prorogata fino al 2 giugno la mostra 'DEMOdé. Idoli e icone nell’opera di Francesco De Molfetta'

demodè 2' di lettura 05/05/2013 - Considerati il significativo riscontro di pubblico, la curiosità e il clamore suscitati dalle opere divertenti e irriverenti realizzate dall’artista Francesco De Molfetta che dallo scorso 16 marzo stazionano nella sede civitanovese della Galleria “Permariemonti arte contemporanea”, le curatrici in accordo con i galleristi e l’artista stesso hanno deciso di prorogare i termini di chiusura della mostra fino a domenica 2 giugno.

La mostra dal titolo DEMOdé. Idoli e icone nell’opera di Francesco De Molfetta sarà dunque ancora visitabile a Civitanova Marche (MC), al civico 53 di via Vittorio Veneto, sede della Galleria “Permariemonti arte contemporanea” di Civitanova Marche (MC). Ideata e curata dall’Associazione culturale “Verticale d’Arte” di Macerata, in collaborazione con Francesca e Gino Monti della Galleria, l’esposizione è patrocinata dal Comune di Civitanova Marche, dalla Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti”, dalla Pinacoteca Civica “Marco Moretti” e dalla Provincia di Macerata.

Essa si presenta come una sorta di defilé (da cui il titolo “DEMOdé”, che gioca con il nome che identifica l’artista) di quei temi o quei soggetti che hanno ispirato l’ultima produzione plastica dello scultore milanese Francesco De Molfetta, sicuramente uno degli artisti che più incuriosiscono, attraggono e anche divertono (aspetto non secondario della sua opera) il panorama artistico contemporaneo italiano, godendo ormai di un largo seguito e di un meritato riconoscimento.

Francesco De Molfetta, in arte Demo, classe 1979, ha scelto come medium privilegiato la scultura, a cui si dedica con sperimentazione eclettica nei temi e nei materiali, passando con un’incredibile disinvoltura da una tecnica all’altra, grazie a una rara abilità e padronanza dei propri strumenti espressivi. Il tutto mantenendo una propria cifra stilistica riconoscibile e personalissima, la quale si alimenta tanto della sua fantastica creatività quanto della sua singolare perspicacia, mettendo in scena, di volta in volta, un sottile gioco nel quale l’aspetto visivo e verbale diventano complementari.

Per queste immagini enigmatiche ed enigmistiche, lo scultore attinge dall’arte alla pubblicità, dall’erotismo al populismo, dalla geografia alla storia, dalla religione e dal quotidiano, combinando, assemblando e reinventando oggetti che diventano nuovi idoli, icone risemantizzate, e che trovano dei precedenti nelle opere di artisti come Duchamp, De Dominicis, Pascali, Boetti, Manzoni, Cattelan e altri.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2013 alle 22:03 sul giornale del 06 maggio 2013 - 601 letture

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