Truffe su internet, la polizia postale invita a fare attenzione

Computer informatica 5' di lettura 24/03/2012 - Il 16 marzo si sono incontrate le associazioni dei consumatori presenti sul territorio maceratese, Adiconsum, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Adoc e Cittadinanza Attiva con la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Macerata, in merito alla necessità di affrontare ed approfondire le diverse problematiche che i cittadini quotidianamente vivono e rappresentano chiedendo le possibili soluzioni. In particolar modo le associazioni intervenute e la polizia postale hanno condiviso la necessità di creare una sorta di osservatorio che monitorasse le attività in tema di “comunicazioni “di interesse provinciale o nazionale con ricaduta sul territorio.

La prima questione trattata è stata quella attinente il fin troppo noto sito internet collegato ad Italia.-Programmi. E’ ormai da quasi un anno che giungono agli uffici della polizia postale e delle associazioni dei consumatori, numerosissime segnalazioni di cittadini che riferiscono di essere state vittime di un comportamento fraudolento dalla società Estesa Limited, con sede nelle Seychelles, che offre tramite il sito web www.italia-programmi.net un servizio di download di programmi, generalmente disponibili nella rete internet gratuitamente. In pratica prima del download del programma, chiede di fornire informazioni personali, quali dati anagrafici ed indirizzo e-mail. In realtà, riempiendo il form, molti utenti hanno inconsapevolmente sottoscritto un abbonamento biennale al sito stesso, che con successiva email richiede il pagamento di 96 euro. Nei mesi scorsi ha iniziato le indagini la polizia postale e delle comunicazioni di Roma interessando la procura della capitale, mentre l'Antitrust nel frattempo aveva intimato alla società Estesa Limited di sospendere ogni attività diretta a pubblicizzare su Google Adwords o su altri strumenti di pubblicità online, in via diretta o indirettamente tramite siti ponte, la fruizione gratuita di software scaricabili dal sito www.italia-programmi.net, e di sospendere ogni attività di sollecito del pagamento del presunto abbonamento annuale nei confronti di quei consumatori che hanno comunicato di non aver mai voluto sottoscrivere un abbonamento, non essendosi neppure resi conto della natura onerosa del servizio offerto.

Intanto le richieste di sollecito di pagamento sono diventate sempre più pressanti, anche attraverso il canale postale. L’Antitrust ha sanzionato nel gennaio scorso la società Estesa Limited, con sede alle Seychelles, con una multa di 1.500.000 euro, “per pratiche commerciali ingannevoli e aggressive”. Non risulta, che la Estesa “abbia intrapreso alcuna azione legale nei confronti dei consumatori vittime delle pratiche commerciali scorrette accertate e che non abbiano pagato quanto da essa preteso”. Come indicato dall’Autorità “coloro che fossero stati vittima di questa pratica commerciale scorretta, anche se non hanno presentato segnalazioni all’Autorità garante della concorrenza e del mercato o altra Amministrazione pubblica, possono utilizzare in giudizio il provvedimento dell’Autorità sia nel caso in cui vengano citati da Estesa per pagare l’abbonamento concluso inconsapevolmente, sia per citare in giudizio Estesa al fine di ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato”.

In sostanza le associazioni di consumatori insieme con la polizia postale, nel segnalare quanto già deciso dall’Antitrust, consigliano di ignorare qualsiasi richiesta di pagamento proveniente dalla Estesa Limited, di non rispondere in alcun modo e di attivarsi, opponendo la citata delibera, solo nel caso di una richiesta di pagamento per via giudiziale e che non è necessario, visto le migliaia di segnalazione fatte ed i provvedimenti adottati, esporre i fatti o presentare denuncia ad Uffici di polizia o Antitrust Altro problema segnalato in questi giorni da numerosi cittadini alla Polizia Postale, che ha provocato tante preoccupazioni e disagio, è quella relativa alla diffusione di un malware, che nel corso della navigazione internet apre una pagina di avviso da parte di Organi Istituzionali (Polizia di Stato, Guardia di Finanza ) relativa a presunte “attività illegali”, solitamente di terrorismo e pedopornografia, commesse dall’utente e la richiesta di un pagamento di una multa di 100 euro, da eseguirsi per via elettronica, per il ripristino dell’intero sistema operativo. Trattandosi nella realtà di un codice malevolo installatosi nel sistema operativo interessato, si consiglia di non cliccare su eventuali link riportati, di aggiornare il proprio antivirus e nel caso tale procedura non fosse possibile, è consigliabile contattare un tecnico informatico al fine di risolvere la problematica in questione.

Qualora si desideri tentare la rimozione in modo autonomo possono essere utili le seguenti informazioni: riavviare il sistema operativo (valido per Microsoft Windows XP) in modalità provvisoria, utilizzando il tasto F8 all’avvio.-Finito di caricare il Sistema Operativo andare su Start - >Tutti i Programmi - > Esecuzione Automatica. Qui dovrebbe trovarsi un file chiamato WPBTO.dll. Selezionarlo e premere contemporaneamente il tasto “Maiusc”+”Canc” per rimuoverlo (oppure trascinarlo nel cestino) quindi riavviare in modalità normale. Fare eseguire una scansione da un programma antivirus e/o anti-malware aggiornato. Il virus ha numerose versioni quindi se l’utente non ha dimestichezza con le procedure sopra elencate si consiglia di rivolgersi a persone esperte in materia. Il consiglio per prevenire il diffondersi di questo virus è di aggiornare l’antivirus, dotarsi di un Firewall e mantenere il sistema operativo aggiornato, tenendo presente che in materia non esistono difese assolute dai malware.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2012 alle 19:09 sul giornale del 26 marzo 2012 - 758 letture

In questo articolo si parla di attualità, truffa, informatica, virus, questura di macerata

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