CLP: Cosmari diossina oltre i limiti di guardia

10/03/2012 - Sono anni che cerchiamo di porre l’attenzione sui danni arrecati alla salute dei cittadini e dei bambini dall’inceneritore del Cosmari. Abbiamo organizzato numerosi convegni in merito a Civitanova, Macerata e Tolentino.

C’era Presidente della provincia Franco Capponi quando, nel 2009, abbiamo fatto venire nella nostra provincia l’Oncologa Dottoressa Patrizia Gentilini dell’Associazione ISDE (Medici per l’Ambiente) che invitava ad attuare interventi di adeguamento del Cosmari per la differenzazione dei rifiuti e l’immediato spegnimento del relativo inceneritore perché generatore di particolato inalabile (PM10), fine (PM 2,5) e ultrafine/nano particelle (inferiore a 0,1 micron) che causano l’insorgenza di neoplasie infantili, linfomi, sarcomi, tumori dell’apparato digerente, del fegato, delle vie biliari, tumori polmonari, della tiroide, cancro alla mammella e alla prostata. Il 20 novembre 2010 abbiamo organizzato un ulteriore convegno proprio a Civitanova Marche presso la Sala Consiliare con l’ingegnere Raphael Rossi (oggi consulente del Sindaco De Magistris per il riciclo dei rifiuti) e il Medico Civitanovese Gerardo Rossi. Il tempo è passato, l’appello dell’Oncologa unitamente al nostro è caduto nel vuoto e gli effetti denunciati si sono fatti sentire.

Ci sono comuni come Capannori in Toscana e Vedelago nel Veneto dove non viene bruciato nulla e ciò che prima era rifiuto, dopo la raccolta differenziata spinta e un innovativo processo industriale diventa nuova materia prima che viene venduta alle industrie. Non si inquina, si salvaguarda la salute, si incrementano posti di lavoro e l’economia locale. Nella nostra provincia purtroppo è utopia anche a causa di una politica totalmente miope! Proprio il prossimo 28 marzo il nostro Alessandro Lippo, che si occupa di “Blu Economy” (diverso dalla “Green”) sarà a Roma per la presentazione del volume “Il Riciclo EcoEfficiente” elaborato dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Il Volume ricostruisce, nel dettaglio, le dimensioni della filiera industriale relativa al riciclo dei rifiuti, i flussi del commercio internazionale e la specificità del caso italiano”. La domanda che ci poniamo e che rivolgiamo a tutta la nostra società, istituzioni comprese, è la seguente: perché si attendono i disastri e l’immane sofferenza prima di cambiare?


da
Associazione Cultura, Legalità & Progresso





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2012 alle 17:31 sul giornale del 12 marzo 2012 - 1185 letture

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