Popsophia al Micam. Petrini:'Nella scarpa la cultura vince sulla tecnologia'

3' di lettura 05/03/2012 - “Quando pochi anni fa la calzatura era in crisi, questa produzione sembrava non poter risorgere, mentre altri settori più tecnologici erano la nuova frontiera delle Marche. Invece oggi a pochi anni di distanza assistiamo ad uno scenario rovesciato dove ad essere in crisi sono coloro che puntavano sulla tecnologia. Perché?

Perché la tecnologia è esportabile ed è acquistabile, la conoscenza e il territorio no. E la creazione di calzature ha questa natura unica e per questo oggi è in ripresa. Grazie alla cultura che c'è nel prodotto.” Con queste parole di Paolo Petrini, Vicepresidente della Regione Marche, si è aperto l'incontro inaugurale dell'area hospitality al Micam organizzata da Regione Marche, Camere di Commercio di Macerata e Fermo e Assindustria, dedicato a Cultura e Impresa.

Ad introdurre Popsophia è stato Marco Marcatili, ricercatore di Nomisma e moderatore della tavola rotonda il quale ha ricordato come “su 1600 espositori del Micam, 400 sono fermano-maceratesi. Aziende soprattutto 'pesanti' non solo per la quantità ma per il fatto di essere le più creative, che fanno ricerca, creano conoscenza e sono un riferimento per tutti i competitor mondiali”. Da questo aspetto è partito l'intervento di Evio Hermas Ercoli, nel quale il direttore artistico di Popsophia ha spiegato il nuovo paradigma cultura/impresa sostenuto da Popsophia. “Superato l'assunto ormai scontato che senza cultura e senza creatività non c'è via d'uscita dalla crisi – ha detto Ercoli -, è necessario che le Marche facciano un salto intellettuale ulteriore. L'attenzione di Popsophia è curvata sul presente, sul quotidiano e sulla contemporaneità: di cui lavoro e produzione sono momenti cardine. Tuttavia le Marche non vanno fiere di questa cultura. Paradossalmente la nostra Regione conquista il mondo grazie ai prodotti e non al patrimonio storico. Vince con il presente ma non non con il passato. Si impone con scarpe, vernici, Winx e non con Urbino, Lorenzo Lotto e turismo dove invece siamo indietro rispetto alle sfide internazionali. Eppure non sbandieriamo la vittoria dei nostri prodotti che è un risultato culturale, sociale, estetico. Basti pensare a come fashion e italian style influenzino la moda mondiale e i comportamenti quotidiani dei paesi avanzati.

È moda o cultura questa? Gli Usa non ci hanno forse influenzato allo stesso tempo con modelli culturali e di consumo?” “Popsophia – ha aggiunto Ercoli -, ha rovesciato il rapporto industria/cultura per due motivi. Il primo legato al programma: l'imprenditore a Popsophia non è più il benefattore, l'imprenditore non sta più in platea ma sale sul palco e diventa protagonista culturale attraverso l'analisi critica del prodotto. Il secondo al modello manageriale. Nel budget di Popsophia i contributi privati sono stati del 57% nel 2011 e del 70% nel 2012. Dopo la crisi che sarà perdurante niente sarà come prima impone e costringe tutto il senso comune impone di fare operazione di Cultura/impresa che abbia giustificazione costi/ricavi. Cultura in passato senza questa impostazione ha permesso sprechi e occasioni mancate.”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2012 alle 17:38 sul giornale del 06 marzo 2012 - 914 letture

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