Recanati: Ruba un farmaco e minaccia il suicidio. Salvato dai Carabinieri

Carabinieri 2' di lettura 29/02/2012 - I Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche sono stati impegnati nelle ricerche di un uomo che, a bordo della sua auto, aveva asportato un medicinale letale, dando segnali preoccupanti che lasciavano temere intenzioni suicide. Tutto si è svolto nell’arco di pochi minuti.

Uno strano furto di medicinali in uno studio medico è stato denunciato alla Stazione dei Carabinieri di Recanati. Il sottufficiale che ha appreso la notizia di reato ha intravisto il timore della denunciante e, apprendendo il rischio di morte certa che avrebbe comportato l’assunzione di uno di quei farmaci, ha approfondito l’evento. Si scopre subito un uomo, su cui si addensano immediatamente i sospetti. Viene contattato al cellulare dal sottufficiale e quei dubbi vengono subito confermati dall’atteggiamento di rifiuto di aiuto offerto dai Carabinieri, palesando le sue malsane intenzioni. Viene attivata la rete di ricerche dalla centrale operativa della compagnia civitanovese mentre, attraverso una persona di fiducia dell’uomo, viene attivato un immediato contatto prima che la situazione degenerasse.

Sotto la regia dell’Arma, viene organizzata una localizzazione in un luogo della città di Recanati per un incontro con la persona di fiducia. I carabinieri si appostano per cercare di fermarlo prima che ripartisse con la sua auto. Il tentativo non riesce e parte l’inseguimento per le strade di Recanati, Loreto e Chiarino. Viene bloccato dalla pattuglia della Stazione di Recanati. L’uomo viene subito affrontato con il giusto tatto. I militari si mostrano collaborativi verso il suo “problema”, lo invitano a fare sfogarsi e a non rifiutare l’aiuto dei carabinieri. L'uomo si tranquillizza. Accetta di essere accompagnato in una struttura sanitaria della Provincia di Macerata dove si sottopone, volontariamente, alle cure. Sul sedile della sua auto i militari rinvengono una fiala di medicinale con accanto una siringa monouso, a testimoniare che le intenzioni palesate al telefono erano reali e che quell’intervento tempestivo e brillante si era rivelato risolutivo.






Questo è un articolo pubblicato il 29-02-2012 alle 17:18 sul giornale del 01 marzo 2012 - 705 letture

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