La neve che unisce: quella di 'mille colori'. Lettera di un giovane 'spalatore'

spalatori e neve 3' di lettura 16/02/2012 - "Voglio raccontare l’esperienza da spalatore. In tempi di crisi la nevicata ha portato alla città di Ancona anche un po’ di lavoro per disoccupati e cassaintegrati." Continua la lettera, intitotala 'La neve ha mille colori' di un giovane spalatore anconetano...

Alla chiamata del Comune, io che sono cassaintegrato della Fincantieri, in una gelida mattina ho trovato tanti nuovi cittadini come me che hanno risposto all’appello di aiutare la città in un momento di estrema difficoltà. Mi registro nella lista, e con me trovo diversi miei compagni di lavoro e tantissimi migranti uomini e donne del Bangladesh, della Tunisia, del Camerun, dell’India, della Romania,dell’Albania e di tanti altri Paesi che, come me, si sono resi disponibili alla causa. Spaliamo neve, rompiamo ghiaccio, nei quartieri popolari e nelle piazze della città, aiutiamo chi è in difficoltà, disabili, anziani, perché a prescindere dal rimborso che ci viene concesso, è stata la solidarietà a muoverci.

Ci organizziamo, in questo lavoro nessuno di noi ha esperienza, tanto diversi nel modo di lavorare, con culture diverse, ma insieme stabiliamo delle priorità, spaliamo prima i posti auto riservati ai diversamente abili, gli ingressi alle scuole, i centri di riabilitazione e le fermate dei bus. Sorridiamo, ci aiutiamo e aiutiamo, parliamo di cricket, di religioni, di calcio: è stato come se mille culture diverse, attraverso la pala e la neve, fossero riuscite a trovare un modo comune di comunicare; al posto dei “capi”, ho ritrovato quello spirito del lavoro che è stato cancellato nel nostro paese dai grafici delle borse e dall’andatura dello spread. Questa il nostro gruppo che ha reagito a questa crisi: io sono cassaintegrato, Farabi è stato licenziato dal peschereccio, Aroud è disoccupato, e tanti altri che in questi giorni freddi hanno rotto il ghiaccio, un po’ per soldi, un po’ per solidarietà, ma tutti per affermare l’appartenenza alla città di Ancona.

C’è stata la solidarietà dei residenti, qualcuno ci preparava un caffè, altri ci hanno invitato a mangiare un pasto al caldo, e sotto il ghiaccio ho riscoperto una città solidale in un momento difficile…una città che ti ringrazia per quello che fai… non ero più abituato. Spaliamo la neve, rompiamo il ghiaccio, la neve fina ti entra nella sciarpa, tanti sono gli argomenti: molti ti parlano del permesso di soggiorno e della mancanza di un contratto che ti può far diventare da un giorno all’altro clandestino, altri sono stati espulsi dal mondo del lavoro perché hanno quell’età in cui le imprese non ti assumono più, altri ancora che un contratto di lavoro non l’hanno mai visto…le nostre storie sono quelle di una città che non vedi. Dopo questi giorni la neve si scioglierà, le strade torneranno libere, le scuole riapriranno, la primavera busserà alle porte, e appena le temperature risaliranno, questi mille colori che hanno aiutato la città, resteranno l’esperienza più bella ed umana che ho vissuto. Dopo la pala c’è bisogno di lavoro e di cittadinanza per tutti...

Uno spalatore






Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2012 alle 23:31 sul giornale del 17 febbraio 2012 - 2579 letture

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