Il Carabiniere di quartiere: strumento che riduce il divario tra sicurezza reale e percepita

Il Capitano Domenico Candelli 3' di lettura 16/11/2011 -

Li vediamo passeggiare in centro, nella zona compresa tra la rotatoria di Viale Quattro Novembre e la zona dello Stadio, tra le 8 e le 20, le divise con le scritte rosse ben visibili. Sono i carabinieri di quartiere, punto di riferimento per molti cittadini ed esercenti che sanno di poter contare su di loro quando serve. "La gente ha bisogno di maggiore sicurezza - ci ha detto oggi il Capitano Domenico Candelli - e vede nei carabinieri di quartiere un strumento per soddisfare i loro bisogni".



I carabinieri di quartiere nascono alla fine del 2004 su input della Prefettura di Macerata come un'istituzione nei centri dei capoluoghi italiani, che aveva l'onere di avvicinare l'autorità al cittadino, di ridurre quel divario che spesso veniva avvertito tra la sicurezza reale e quella percepita. Civitanova è stata uno dei primi grandi poli cittadini a istituire questa figura pur non essendo una provincia.

Il Capitano Candelli ci ha aiutato a capire meglio il senso di questo ruolo che oggi è divenuto parte integrante del centro cittadino civitanovese. "Il servizio si svolge su due turni dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, i turni sono divisi tra carabinieri di quartiere e poliziotti di quartiere. Il ruolo è egregiamente ricoperto dagli appuntati scelti Antonio Morelli e Rocco de Giovanni, Giuseppe Scalone è di riserva. Formati appositamente per stare sul campo, in mezzo alle persone, sono un'interfaccia diretta tra l'arma e i cittadini. La gente li conosce e li stima, il fatto di vederli in centro permette di superare il blocco del dover effettuare una denuncia formale al telefono, magari spesso sono d'aiuto ai turisti e forniscono informazioni sui servizi resi dall'Arma e su comportamenti da tenere in determinate situazioni". La figura del carabiniere di quartiere, per sua specifica, si muove nelle aree che per periodo o conformazione attirano maggiori flussi di gente, nel caso di Civitanova la loro area d'azione va dalla rotatoria di inizio Viale 4 Novembre alla Zona Stadio, "Proprio perchè si muovono a piedi sarebbe difficile ricoprire aree maggiori ed inoltre potrebbe essere pericoloso muoversi nelle zone periferiche. Durante l'estate abbiamo sperimentato il servizio di prossimità in spiaggia e i risultati sono stati soddisfacenti".

Risulta chiaro che questa figura non sostituisce i classici canali, ma potrebbe essere il punto di partenza per coordinare investigazioni su larga scala che partano ad esempio da segnalazioni fatte dai cittadini. "Tante operazioni di servizio sono partite dalle dichiarazione e dai suggerimenti raccolti dai Carabinieri di Quartiere - conferma il Capitano Candelli - Il legame che si è instaurato tra gli appuntati scelti e i cittadini, è veramente la nostra forza, perchè è il cittadino che, vivendo e muovendosi nel territorio circostante può avere sentore o notare situazioni strane o ambigue e il Carabiniere di Quartiere è uno strumento al servizio di tutti per dare risposte o consigli. Va da sè che per funzionare bene il servizio necessita di una forte penetrazione nel territorio, è importante che la gente conosca volti e nomi di questi agenti." .

Il servizio viene costantemente monitorato tramite dei questionari a campione che misurano la soddisfazione dei cittadini e gli ambiti di miglioramento. I questionari vengono somministrati ogni mese con domande che vanno dal giudizio sull'uniforme a quello sull'efficacia nella prevenzione dei reati, dalla valutazione della disponibilità degli appuntati alla possibilità di fornire suggerimenti al comando centrale utili a migliorare il servizio, "I suggerimenti sono sempre ben accetti e motivo di riflessione per noi. Cerchiamo sempre di andare incontro alle richieste della collettività purchè non stravolgano la logica del servizio offerto." .








Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2011 alle 18:53 sul giornale del 17 novembre 2011 - 825 letture

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