Montefano: Idv al presidio dei lavoratori della Best, 'Non era un'azienda in crisi'

best montefano 3' di lettura 14/11/2011 -

Abbiamo fatto visita domenica al presidio permanente dei lavoratori della Best di Montefano per ribadire loro tutta la nostra solidarietà e vicinanza.



L’incontro tra l’Italia dei Valori e i lavoratori della Best di Montafano rappresenta, per noi, un segnale importante della vicinanza tra il nostro partito e le esigenze reali dei nostri concittadini: abbiamo ascoltato i loro racconti e le loro proposte. Presenti all'incontro l'on. David Favìa, coordinatore IdV Marche, Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa delle Marche, Giovanni Torresi, coordinatore provinciale IdV Macerata e assessore provinciale alle attività produttive, e la RSU in rappresentanza dei 125 lavoratori della Best di Montefano, messi in mobilità all’improvviso e lasciati letteralmente sulla strada per le politiche aziendali senza scrupoli di una dirigenza che ha fatto svuotare lo stabilimento di macchinari e attrezzature e ha cambiato addirittura le serrature per lasciare fuori gli operai in vista del trasferimento dell’attività in Polonia. Quello che più ci ha colpito è che ci è stato detto che la Best di Montefano non era in crisi, aveva molto lavoro, ma la proprietà ha voluto trasferire le lavorazioni in Polonia per avere utili maggiori: l'impresa deve avere una funzione sociale e la proposta della destra di cambiare l'articolo 41 della Costituzione che dà all'impresa funzione sociale la dice lunga sul disprezzo che la destra ha del lavoro e dei lavoratori. Per fortuna Berlusconi è caduto e molte cose cambieranno.

La Regione sta lavorando ad un accordo con l’azienda, ma per quanto ci riguarda, dopo aver parlato con la rappresentanza sindacale presente, vogliamo intervenire per pretendere la cassa integrazione di due anni prima della eventuale mobilità e in secondo luogo che la Best metta in campo del denaro per aiutare il ricollocamento della forza lavoro lasciata per strada. Inoltre interverremo per chiedere che lo stabilimento, svuotato in tre nottate, sia ora destinato ad un’altra azienda sana che voglia insediarsi con una nuova produzione. Vogliamo infine sottolineare con forza che l’assurdo e incosciente comportamento dell’azienda presenta tutti i margini per un intervento della magistratura: non è concepibile infatti che un’azienda cacci i dipendenti e chiuda bottega dall’oggi al domani in presenza di nuove commesse.

La Best non era un’azienda in crisi e i lavoratori stavano facendo di tutto, comprese numerose ore di straordinario per far crescere sempre di più l’attività. Tutto questo soprattutto alla luce delle pregresse trattative sindacali che miravano a dare una soluzione equa e rispettosa di entrambe le parti in causa per evitare il conflitto tra parti sociali e istituzioni. Interverremo quindi in Regione chiedendo al presidente della giunta di intraprendere al più presto iniziative per tutelare i dipendenti della Best rimasti senza lavoro.

L'IDV continuerà ad essere al fianco di tutti quei lavoratori che si battono per la conservazione del loro posto di lavoro, affinché possano continuare a dare sostentamento alle proprie famiglie attraverso la dignità del lavoro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2011 alle 11:23 sul giornale del 15 novembre 2011 - 452 letture

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