Giovani democratici contro il disegno di legge per il 'Diritto allo Studio'

giovani democratici macerata 4' di lettura 02/11/2011 -

I Giovani democratici della Provincia di Macerata, dopo un’attenta lettura della proposta di legge per il riordino degli Enti per il Diritto allo Studio nelle Marche, licenziata dalla Giunta Regionale esprimono la loro più viva contrarietà al disegno proposto e tornano a proporre con forza l’istituzione di una Agenzia Unica con un unico CdA in cui vengano rappresentati studenti, fruitori finali dei servizi, ed Università, al fine di omogeneizzare le prestazioni ed i costi, e di riportare al centro dell’attenzione la crescita socio-culturale degli studenti: aumentare la qualità, risparmiando.



Troppo spesso assistiamo a disparità di trattamento degli studenti sul territorio regionale a causa delle diverse “interpretazioni” dei vari Enti alle norme regionali: diversi criteri per l’attribuzione dello status di studente “fuori sede”, “pendolare” o “in sede”, diversi costi dei pasti, estremamente differente la qualità delle strutture offerte dagli Enti, diverse anche le percentuali di copertura delle borse di studio.

Siamo assolutamente convinti che l’uniformità di trattamento non possa essere raggiunta affidando l’amministrazione degli Ersu ai Comuni sedi di Ateneo né a nessun altro soggetto che non sia la Regione. Gli enti per il DSU a nostro avviso necessitano di una regia unica e la gestione amministrativa dei Comuni o di qualsiasi altro soggetto non farà che aumentare il gap tra i servizi offerti.

Va sottolineato inoltre come anche l’efficienza degli Ersu non potrà che diminuire date le numerose competenze spettanti ai Comuni: crediamo infatti, che questi ultimi, deliberando in svariate materie, non potranno che mettere in una lista di priorità le delibere inerenti i servizi resi dagli Ersu.

Quanto dovranno aspettare gli studenti prima di poter prendere possesso della propria borsa di studio o prima di poter avere le chiavi del proprio alloggio? Magari nel frattempo le lezioni saranno già iniziate, non prevedendo tra l’altro la legge, alcun tipo di raccordo o collaborazione con le Università. Notiamo con preoccupazione come la rappresentanza degli studenti si sia svuotata di significato: la Legge introduce una “Consulta regionale degli studenti universitari” che esprime pareri, e quindi non decide, e che si profila come un organismo del tutto autoreferenziale in mancanza di un interlocutore politico unico (ad esempio un CdA).

Insomma agli studenti insoddisfatti dei servizi resi non resterà che mettersi in fila sotto l’ufficio del Sindaco! Ci chiediamo peraltro dove sia il risparmio operato dalla Riforma in questione, se ad essere tagliati sono i Cda che incidono ciascuno circa 20.000 euro l’anno sulle finanze della Regione, mentre vengono lasciati alle loro funzioni i Direttori che incidono circa 180.000 euro cadauno l’anno. Insomma, l’alta incidenza dei costi del personale di cui parlava il Presidente Spacca in un articolo del 9 agosto scorso, non verrà affatto ridotta. Altresì verranno eliminati gli unici organismi dove gli studenti, fruitori dei servizi, così come istituzioni locali ed Università (soggetto completamente tagliato fuori dalla Riforma) avevano la possibilità di incidere.

Lascia veramente di stucco, infine, che un documento del Pd dal titolo ”Le proposte del Partito Democratico per il dimezzamento dei costi della politica e di funzionamento dell’istituzione regionale Marche”, rechi una frase di questo genere: “ nel processo di razionalizzazione degli enti ed aziende partecipate controllate è necessario prevedere ad esempio il superamento di ATO –ERSU –ERAP assegnando le relative competenze al sistema degli enti locali e delle istituzioni”.

Ci chiediamo come mai il Partito, in una materia per noi di primario interesse, come il Diritto allo Studio, non abbia ritenuto opportuno tenere in considerazione il documento approvato dalla Direzione regionale dei Giovani Democratici ed inviato a tutti gli organi amministrativi competenti ed agli organismi politici regionali oramai un anno fa. Appare strano come sulla questione non sia mai stato organizzato dal Partito un tavolo di discussione, un dibattito e non sia stata creata in alcun modo altra occasione di confronto! I Giovani Democratici rivendicano il loro diritto di parola all’interno di un Partito che di definisce “democratico”!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-11-2011 alle 17:08 sul giornale del 03 novembre 2011 - 483 letture

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