Falconara: denunciato un 57enne Jesino per discarica abusiva

3' di lettura 06/10/2011 -

Martedì il personale del Comando Stazione Forestale di Ancona ha denunciato,  presso la Procura della Repubblica di Ancona quattro persone. Diverse le ipotesi di reato, tra cui la realizzazione di una discarica abusiva su area demaniale sottoposta a vincolo paesaggistico ed il mancato rispetto di un’ordinanza comunale, accertate in Via Molino a Falconara Marittima. Tra loro T. P. cinquantacinquenne di Belvedere Ostrense, B. G. cinquantasettenne di Jesi, B. L. quarantaquattrenne di Montemarciano e B. M. cinquantacinquenne di Falconara Marittima. 



Le indagini hanno preso il via lo scorso mese di agosto, durante un servizio di polizia fluviale svolto nei pressi della foce del Fiume Esino, quando gli Agenti del Comando Stazione forestale di Ancona hanno accertato la presenza, su di un’area di circa 1.200 m2 di proprietà demaniale, di una copiosa quantità di rifiuti provenienti da una precedente attività di lavorazione del marmo, mescolati a materiali di altra natura, presumibilmente derivati da altre attività tipo autoriparazione e lavaggio auto, e suppellettili domestiche.

La Guardia forestale ha richiesto al Comune di Falconara Marittima gli estremi dei proprietari che occupavano i terreni demaniali ed il nominativo della ditta di lavorazione del marmo che operava sull’area.

La situazione di degrado dell’area era ben nota all’amministrazione comunale che aveva emanato dei provvedimenti per la rimozione dei rifiuti nei confronti dei proprietari degli edifici presenti sul posto. Inoltre il Comune, con ordinanze sindacali, aveva già intimato la demolizione di alcuni manufatti abusivi realizzati sull’area, nonché la rimozione di coperture in “eternit” degradato, contro cui i destinatari, proprietari dell’area, hanno proposto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, vedendosi accolta la sola parte riguardante i contestati abusi edilizi.

Da ulteriori indagini la Forestale è emerso invece che l’abbandono dei rifiuti riconducibili all’attività di lavorazione del marmo, che ha comportato il rialzo del piano di campagna di circa due metri, è da addebitare al titolare della medesima attività e non ai proprietari delle aree limitrofe. L’omessa rimozione degli scarti del marmo ha incentivato inoltre il ripetuto abbandono, ad opera di ignoti, di altri rifiuti, trasformando l’area in una vera e propria discarica.

All’artigiano è stata contestata la realizzazione di una discarica abusiva, reato punito dal Decreto Ambientale del 2006, e l’alterazione dello stato dei luoghi in zona vincolata paesaggisticamente, reato previsto dal Decreto Urbani del 2004. L'area dove è stata realizzata la discarica abusiva è risultata di proprietà demaniale che prevede da codice penale, il reato di danneggiamento di proprietà pubblica. Ai proprietari dei manufatti, invece, è stata contestata la mancata rimozione dell’eternit prevista dall’ordinanza sindacale del 2007.

“Il personale del Comando Stazione Forestale di Ancona - ha dichiarato il Comandante Provinciale - ha vigilato sull’area per individuare eventuali responsabili, compatibilmente con i servizi antincendio boschivo della scorsa estate, e continua a farlo ancora oggi”.








Questo è un articolo pubblicato il 06-10-2011 alle 16:25 sul giornale del 07 ottobre 2011 - 867 letture

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