Recanati: Capponi firma il 'Patto per il rilancio della Valle del Potenza'

Franco Capponi| Claudio Livi| 3' di lettura 25/05/2011 -

Mancava solo il notaio ma il ‘Patto per il rilancio della ValPotenza’ è stato sottoscritto virtualmente oggi alla cooperativa Terra e Vita di Recanati.



Un impegno che per Franco Capponi, nel caso fosse riconfermato alla guida della Provincia, si concretizzerà in una serie di misure per far sì che il disastro avvenuto con l’alluvione dell’1 e il 2 marzo non si ripeta più.

“Per prima cosa – ha detto Capponi – chiederemo alla Regione di non fare più nessun tipo di intervento sulle aste fluviali senza aver sentito prima le Province. Poi ci vogliamo dotare di uno strumento programmatico di gestione e chiederemo di sederci al tavolo per la redazione del ‘Progetto di sviluppo rurale’. Il primo passo da fare però, sarà un sostegno immediato alle aziende che ancora arrancano dopo l’alluvione, per questo metteremo a disposizione un fondo di garanzia e siamo pronti a costituirci parte civile contro la Regione per verificare se abbia attuato tutte le funzioni che le fanno capo.

La continua polemica con il Governo nazionale – ha aggiunto Capponi – infatti è inutile perché se la calamità deriva da una cattiva gestione o manutenzione dei fiumi, la colpa è solo dell’ente preposto, in questo caso la Regione”. Come dimostrano i dati della Protezione civile, infatti, le precipitazioni di marzo non sono state eccezionali: sono caduti 150ml al minuto contro i 220 ml caduti nella vallata del Chienti.

“A questo punto – ha aggiunto Luciano Giaconi, candidato Pdl nel collegio di Montecassiano – è necessario capire le concause che hanno generato quel disastro: per prima cosa la mancata o scarsa manutenzione dell’alveo fluviale, gli argini insufficienti o realizzati in modo non idoneo, la scomparsa della golena e l’impermeabilità delle aree edificate”. Per impedire il ripetersi di tali fenomeni, quindi, la nuova Provincia di Macerata guidata da Franco Capponi si darà come priorità uno studio conoscitivo che potrebbe basarsi su quello già avviato per il fiume Musone dall’agronomo Massimiliano Savoretti.

“La sperimentazione – ha spiegato Savoretti - prevede una riqualificazione sia idraulica che ecologica, ed ha per oggetto la cura e l’attenta gestione delle fasce ripariali al fine di assicurare il regolare deflusso delle acque meteoriche, nonché la valorizzazione economica della biomassa di risulta per la produzione di energia e calore. Verrà applicata su un tratto vallivo di circa 20 km del fiume Musone, il centro logistico è stato individuato tra i comuni di Recanati e Castelfidardo e al fine di ottimizzare l’intero sistema, quest’ultimo vedrà la realizzazione di una centrale di cogenerazione a biomassa. Il progetto in questione assume un’importanza notevole in quanto rappresenta un primo accordo d’area agro-ambientale tra diversi Enti pubblici col quale si avvia una gestione sostenibile e soprattutto si innesca un meccanismo di manutenzione periodica del territorio.

Si tratta in sostanza di un esempio concreto di politica di gestione multidisciplinare, dove le consuete produzioni agricole si affiancano alla cura del paesaggio, alla creazione di spazi ricreativi e alla fornitura di beni e servizi”. Un primo passo che però vuole essere un segno concreto di impegno dalla nuova amministrazione Capponi, che arriva a poche ore dall’altro patto per il rilancio e il sostegno alla vallata del Chienti che verrà sottoscritto domani in un altro luogo simbolico della drammatica alluvione: il ponte sul fiume Fiastra tra Colbuccaro e Corridonia.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2011 alle 18:11 sul giornale del 26 maggio 2011 - 682 letture

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