Unimc: Il ribaltamento del passato secondo l'antropologa Maria Pia Di Bella

2' di lettura 09/05/2011 -

 Doppio appuntamento all'Università di Macerata con l'antropologa Maria Pia Di Bella, docente dell'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. La studiosa, che oggi lavora negli Stati Uniti sulle associazioni delle vittime di crimini, le loro narrazioni e i loro memoriali, da martedì 10 maggio fino a giovedì 12 maggio alla Scuola di studi superiori “Giacomo Leopardi” terrà il seminario “Dalla «tradizione» alla «memoria»: il ribaltamento del passato”.



Mercoledì, 11 maggio, alle 17.30 nell’Antica Biblioteca della Facoltà di Giurisprudenza, invece, Di Bella presenterà il libro “Dire o tacere in Sicilia. Viaggio alle radici dell’omertà”. Alla presentazione del libro di mercoledì, oltre all’autrice, parteciperanno anche Isabella Rosoni, docente di Storia delle istituzioni politiche dell’Università di Macerata, e Paolo Marchetti, docente di Storia del diritto dell’Università di Teramo. Introduce il rettore Luigi Lacchè. L’omertà, o legge del silenzio, ha sempre suscitato interesse nel pubblico, che ha creduto di vederne una caratteristica specifica siciliana. Per ribaltare questa opinione, Maria Pia Di Bella analizza i differenti piani (religioso, politico, culturale) dell’arte di “dire” o “tacere” in Sicilia, presentandone tutte le diverse sfaccettature e la ricchezza delle sfumature. Il seminario è aperto anche a dieci uditori esterni, cui potrà essere rilasciato un attestato di frequenza.

La domanda di ammissione è disponibile sul sito web www.scuolastudisuperiori.unimc.it. Le lezioni si focalizzeranno sull’ipotesi che la società occidentale odierna ha abbandonato, da venticinque anni circa, il suo prolungato interesse per il concetto di “tradizione” per portarlo invece su quello di “memoria”. Questo cambiamento d’ottica è decisamente importante dato che oramai le generazioni attuali guardano alla storia passata della propria società come ad un reparto da cui si può scegliere la memoria da onorare e non, come si faceva anni prima, come ad una tradizione che si imponeva e si imitava e di cui ci si sentiva succubi. E’ dunque su questo ribaltamento, da un passato che sembrava imporsi al presente ad un presente che sceglie dal passato quello che desidera ricordare, che il seminario si concentrerà.

Maria Pia Di Bella, antropologa all’Institut de recherche interdisciplinaire sur les enjeux sociaux presso l’Ehess, si è occupata inizialmente di conversioni in Puglia nel movimento pentecostale in ambito rurale, e quindi di rappresentazioni della giustizia in Sicilia, in particolare attraverso i condannati a morte di Palermo (1541-1820). Ha pubblicato “La pura verità. Discarichi di coscienza intesi dai Bianchi”, “Dire ou taire en Sicile”, “Essai sur les supplices. L'état de victime” e ha curato “Vols et sanctions en Méditerranée”. Attualmente lavora negli Stati Uniti sulle associazioni delle vittime di crimini, le loro narrazioni e i loro memoriali (musei, giardini).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-05-2011 alle 18:56 sul giornale del 10 maggio 2011 - 2165 letture

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