Montecosaro: esce 'Vibrus', il nuovo romanzo di Roberto Ioannilli

vibrus 9' di lettura 09/05/2011 -

Anno 2084. L’ uso sfrenato della tecnologia ha già messo in ginocchio il pianeta Terra, mentre una tremenda catastrofe dovuta ad un improbabile virus, dà il colpo di grazia a quel poco di "naturale" che circondava la vita degli esseri umani. L’ evoluzione tecnico-informatica ha ormai fatto passi da gigante, raggiungendo traguardi inimmaginabili. Del passar delle ore ci si accorge non più guardando l’ orologio al polso: è sufficiente alzare gli occhi. Non certo per osservare il sole e vederne la posizione, ma per leggere l’ ora proiettata come un ologramma in cielo. Non si può sfuggire al tempo che passa. Non ci sono scuse per dimenticanze e ritardi. Qualcuno ricorda ancora gli orologi, così come qualcuno racconta ancora favole che parlano di fogli di carta, di matite, penne ad inchiostro, biro, pennarelli. Qualcuno racconta ancora sottovoce dei tempi in cui "si scriveva, ci si parlava, ci si toccava". Già, perché nel 2084 tutto questo è giudicato un’ inutile e pericolosa perdita di energie. Un’ incomprensibile perdita di tempo. 



Le persone più anziane ricordano che tutto iniziò, quasi un secolo prima, con la diffusione dei computer, e quando ai sempre più difficili rapporti umani iniziavano a preferirsi le più apparentemente facili conoscenze "virtuali". E a visi meravigliati ogni tanto raccontano - senza farsi sentire da estranei - di quel tempo, quando tutto era "diverso".

Perché, in quell’ oggi, quello del 2084, per comunicare non c’ è bisogno di parlare. Così come non c’è bisogno di toccarsi, per tremare d’ amore. La situazione precipita inesorabilmente quando dallo spazio viene captato un misterioso segnale che subito risulta pericoloso, letale. E l’ allarme coinvolge tutto il pianeta Terra. Perché quel segnale, proveniente da chissà dove, è in realtà un vero e proprio "segnale-virus", il più subdolo e mortale dei virus mai isolati e conosciuti fino ad allora dalla comunità scientifica mondiale. Un virus che attacca i computer - anche quelli iper sicuri di ultimissima generazione - ma che poi è in grado di contaminare l’ essere umano propagandandosi e moltiplicando la propria pericolosità mortale attraverso il suono. Qualunque suono. Attraverso l’ orecchio, infatti, il suono/virus invade e colpisce il corpo umano, distruggendo quelle preziose microprotesi vitali impiantate fin dalla nascita alla maggioranza degli esseri umani, perché fossero inattaccabili alle malattie, sempre più perfetti e vicini all’ immortalità.

Per l’ arrivo di questo male sulla Terra viene presto imposto l’ assoluto divieto di parlare. Vietata ogni forma di comunicazione verbale ed emozionale: perché tradire un’ emozione con la parola, con un verso, con un mugolio, con un qualunque impercettibile suono, può significare non solo uccidere, ma anche impazzire e morire nel peggiore dei modi fra atroci sofferenze. Vietato parlare, dunque, così com’ è vietato cantare e suonare. La salvezza non arriva nemmeno dal bracciale già in uso da molti anni che registra e invia bioinformazioni, emozioni, pulsioni, anzi, anch’esso infatti ha intrinseco nel funzionamento il virus. Così si deve abbandonare il prezioso e costoso marchingegno elettronico che suppliva al forzato silenzio della parola e trasformava in impulsi emozionali i pensieri e le sensazioni, che venivano dunque captati e "tradotti" silenziosamente in altrettanti impulsi emozionali alla persona alla quale si volevano inviare. Grazie a quel bracciale, prima del contagio, non c’ era dunque più bisogno di parlare, di sfiorare la pelle, di toccare una mano, di baciare.

Di rischiare la propria e l’ altrui vita. D’ altronde le sensazioni ricevute dal corpo erano assolutamente identiche, perfette. E sane, pulite. Così dal non "poter" parlare, si passa presto al non "saper" più parlare. C’ è ormai sulla Terra l’ abitudine ad essere supportati anche nel linguaggio dalle macchine. Quando anche gli animali vengono contagiati divenendo anch’ essi veicolo di trasmissione del male, appare chiaro che l’unica via d’uscita è partire, lasciare la Terra per andare a vivere nei pianeti vicini che risultavano indenni al virus. Pagina dopo pagina, ViBrus ci descrive un mondo inquietante, raccontandoci un pianeta Terra apocalittico, angosciante, opprimente. La via d’ uscita, il raggio di sole, la speranza, la propone chi, come un moderno guerrigliero, intende ribellarsi a quella vita tutta "virtuale", rivendicando il rischio di ritornare proprio al valore della vita "reale". Come un messaggio portato dal mare in una bottiglia, Azzurra - attraverso un "plat de rue", postazione computerizzata stradale pubblica - scrive all’ amico Gabbiano un brevissimo appello: senza troppe spiegazioni lo invita a raggiungere un posto lontano, isolato, nascosto, quasi irraggiungibile, racchiuso e protetto fra i monti e le valli dell’Appennino tosco-emiliano.

La salvezza per chi vuole rimanere, per chi intende "resistere", è fra le millenarie mura di un piccolo borgo dimenticato. Un luogo perfetto per tornare al passato: quello fatto di sensi, del sentire con le orecchie, del parlare con la bocca, del toccarsi con le dita. Un luogo perfetto per tornare indietro, per ricominciare da zero. Un luogo dove si potrà recuperare e insegnare di nuovo il rivoluzionario valore della parola, della comunicazione "reale". Il valore del comprendersi, del capirsi. Del parlare e dell’ ascoltare. ViBrus è solo inquietante visione di quello che potrebbe accadere, o è anche una velata metafora del momento che oggi viviamo? Certo, ViBrus e il suo mondo non appaiono poi così tanto difficili da interpretare. Perché queste pagine sembrano dirci che oggi - così come certamente sarà nel 2084 - il banale segreto di ogni pace, in fondo, è proprio "ascoltare" e "parlare". Non stancandosi mai né di parlare, né di ascoltare.

Scenari fantascientifici per il quarto libro di Roberto Ioannilli di Montecosaro Scalo, Vibrus è un cambio di direzione rispetto ai precedenti libri dell'autore , In Camper con Marie (2008), Mujer Naturalezza (scritto con Silvia Denti e Rossella Cea - 2009) e Figlia di un padre minore (scritto con Milena Petretta) ed è stato scritto in collaborazione con Maurizio Clicech, Piero Pavia, Silvia Denti, Viviana Ferrari.
Roberto Ioannilli è di Montecosaro Scalo, è un camperista ed è socio del Camping Club Civitanova Marche.

Scenari fantascientifici per il quarto libro di Roberto Ioannilli di Montecosaro Scalo, pagina dopo pagina, ViBrus ci descrive un mondo inquietante, raccontandoci un pianeta Terra apocalittico, angosciante, opprimente. Vibrus ed il suo mondo non appaiono poi così tanto difficili da interpretare.Perché queste pagine sembrano dirci che oggi - così come certamente sarà nel 2084 - il banale segreto di ogni pace, in fondo, è proprio "ascoltare" e "parlare".
Vibrus è un cambio di direzione rispetto ai precedenti libri dell'autore , In Camper con Marie (2008), Mujer Naturalezza (scritto con Silvia Denti e Rossella Cea - 2009) e Figlia di un padre minore (scritto con Milena Petretta) ed è stato scritto in collaborazione con Maurizio Clicech, Piero Pavia, Silvia Denti, Viviana Ferrari.
Roberto Ioannilli è di Montecosaro Scalo, è un camperista ed è socio del Camping Club Civitanova Marche.

Scenari fantascientifici per il quarto libro di Roberto Ioannilli di Montecosaro Scalo, pagina dopo pagina, ViBrus ci descrive un mondo inquietante, raccontandoci un pianeta Terra apocalittico, angosciante, opprimente. Vibrus ed il suo mondo non appaiono poi così tanto difficili da interpretare.Perché queste pagine sembrano dirci che oggi - così come certamente sarà nel 2084 - il banale segreto di ogni pace, in fondo, è proprio "ascoltare" e "parlare".
Vibrus è un cambio di direzione rispetto ai precedenti libri dell'autore , In Camper con Marie (2008), Mujer Naturalezza (scritto con Silvia Denti e Rossella Cea - 2009) e Figlia di un padre minore (scritto con Milena Petretta) ed è stato scritto in collaborazione con Maurizio Clicech, Piero Pavia, Silvia Denti, Viviana Ferrari.
Roberto Ioannilli è di Montecosaro Scalo, è un camperista ed è socio del Camping Club Civitanova Marche.
Scenari fantascientifici per il quarto libro di Roberto Ioannilli di Montecosaro Scalo, pagina dopo pagina, ViBrus ci descrive un mondo inquietante, raccontandoci un pianeta Terra apocalittico, angosciante, opprimente. Vibrus ed il suo mondo non appaiono poi così tanto difficili da interpretare.Perché queste pagine sembrano dirci che oggi - così come certamente sarà nel 2084 - il banale segreto di ogni pace, in fondo, è proprio "ascoltare" e "parlare".
Vibrus è un cambio di direzione rispetto ai precedenti libri dell'autore , In Camper con Marie (2008), Mujer Naturalezza (scritto con Silvia Denti e Rossella Cea - 2009) e Figlia di un padre minore (scritto con Milena Petretta) ed è stato scritto in collaborazione con Maurizio Clicech, Piero Pavia, Silvia Denti, Viviana Ferrari.
Roberto Ioannilli è di Montecosaro Scalo, è un camperista ed è socio del Camping Club Civitanova Marche.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-05-2011 alle 19:06 sul giornale del 10 maggio 2011 - 1159 letture

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