Recanati: Proiezione del film 'Noi credevamo' di Mario Martone

4' di lettura 30/04/2011 -

Magistralmente diretto e altrettanto magistralmente interpretato da tutti gli attori del cast, 'Noi credevamo' film di Mario Martone narra gli aspetti meno conosciuti del Risorgimento italiano, quegli eventi che costituiscono il "lato B" di questo complesso periodo nel quale affondano le radici del paese in cui attualmente viviamo.



L'Italia politicamente divisa di oggi e i perenni conflitti tra Settentrione e Meridione trovano origine nella nostra storia: questa è l'idea che ha mosso Mario Martone nel realizzare un film che, attraverso un potente affresco del Risorgimento e delle sue contraddizioni, serve a spiegare la storia di oggi, sull’onda del melodramma e dei giovani mazziniani che dal Sud si erano illusi davvero di unire l’Italia. Opera originale e realistica, contraddistinta da un ritmo abbastanza sostenuto e da una fotografia di alto livello, il film porta sotto la luce dei riflettori una parte poco conosciuta e quasi dimenticata dalla storiografia ufficiale, contrassegnata da vite vissute all’insegna di ideali e di disillusioni, di lotte e sofferenze, di sacrifici e paure: tutto per l’Unità del nostro paese.

Emerge così il quadro di un’Italia divisa internamente tra il popolo e l’aristocrazia illuminata, che si definisce a volte repubblicana e a volte democratica, ma che non riesce a comunicare con i ceti popolari e che anzi rifiuta questa idea considerandola impossibile. E’ una penisola, quella italiana, composta da persone diverse, che parlano dialetti diversi, dove domina la povertà e la miseria della povera gente, avvilita e rassegnata ai soprusi operati da coloro che rappresentano il "Potere", siano essi borboni o "italiani". L’opera si ispira sia alla vita di personaggi storici realmente esistiti riprendendone i carteggi e i documenti redatti, sia, al tempo stesso, al romanzo storico "Noi credevamo" della scrittrice e traduttrice italiana Anna Banti (pseudonimo di Lucia Lopresti nata a Firenze nel 1895 e morta a Ronchi di Massa nel 1985). Agli spettatori è raccomandata la puntualità perché il film dura 2 ore e 50 minuti. Nato a Napoli il 20 novembre 1959, Mario Martone è regista di teatro e di cinema.

Ha cominciato a lavorare nel 1977, nel clima delle avanguardie teatrali di quel periodo, fondando il gruppo "Falso Movimento" e realizzando spettacoli che incrociavano il teatro col cinema come Tango glaciale (’82) e Ritorno ad Alphaville (’86). Dieci anni dopo, coinvolgendo altri artisti napoletani, ha immaginato e dato vita alla cooperativa "Teatri Uniti", con cui, oltre a continuare il suo teatro, ha realizzato i lungometraggi: Morte di un matematico napoletano (Gran Premio della Giuria a Venezia nel ’92), Rasoi (dall’omonimo spettacolo realizzato con Enzo Moscato e Toni Servillo), L’amore molesto (1995), Teatro di guerra (1998). Numerosi sono i suoi lavori in altri formati: cortometraggi, documentari, film di montaggio, tra cui Lucio Amelio/Terraemotus, Antonio Mastronunzio pittore sannita, La salita (episodio del film collettivo I vesuviani), Una storia saharawi, Nella Napoli di Luca Giordano, Caravaggio l’ultimo tempo (questi ultimi entrambi vincitori del Gran premio Asolo per i film d’arte, nel 2004 e nel 2006). Per il suo lavoro cinematografico ha ricevuto, tra gli altri premi, due David di Donatello e un Nastro d’argento. Tra i suoi spettacoli in teatro spiccano gli allestimenti di tragedie greche (da Filottete ai Persiani a Edipo re) e, negli ultimi anni, di opere liriche (Mozart, Verdi, Rossini) nei maggiori teatri del mondo, da Londra a Madrid, da Parigi a Tokio.

Tra il 1999 e il 2000 è stato direttore del Teatro di Roma, dove ha compiuto un lavoro di radicale cambiamento della programmazione, creando un nuovo spazio teatrale, il Teatro India, e aprendo alle altre arti e alla contemporaneità. Ha contribuito nel 2003 alla nascita del Teatro Mercadante Stabile di Napoli, per il quale ha curato il progetto Petrolio che ha coinvolto decine di artisti italiani sui temi dell’omonimo romanzo di Pier Paolo Pasolini. E da un romanzo di Goffredo Parise, anch’esso degli anni ’70, ha tratto il film L’odore del sangue e dal romanzo di Anna Banti Noi credevamo Aattualmente direttore del Teatro Stabile di Torino in questi giorni mette in scena al Teatro Argentina di Roma le Operette Morali di Giacomo Leopardi di cui è adattatore e regista.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-04-2011 alle 17:34 sul giornale del 02 maggio 2011 - 1074 letture

In questo articolo si parla di politica, recanati, Comune di Recanati

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