Protezione civile: piano d'emergenza integrato con il piano dighe

29/11/2010 -

La Provincia di Macerata ha ora anche un “Piano dighe”, quale ulteriore strumento di pianificazione finalizzato alla salvaguardia della tutela della pubblica incolumità. Si tratta di un vero e proprio Piano di protezione civile relativo al rischio rappresentato dalla barriere artificiali costruite a sbarramento dei corsi d’acqua, sia per produrre energie elettrica, sia per soddisfare il fabbisogno idrico.



Il Piano tiene conto delle documentazione tecnica relativa ai Piani di emergenza per le aree delle dighe di Polverina, Borgiano (Caccamo), Fiastrone, Le Grazie e Castreccioni. Documentazione che era già in possesso della Prefettura o che dalla stessa era stata a suo tempo predisposta ed in seguito messa a disposizione della Provincia. Il Piano dighe va ad integrare il Piano generale di protezione civile a suo tempo adottato dalla Provincia che prevede un modello di intervento complessivo volto a fronteggiare le varie situazioni di emergenza che si dovessero presentare. Esso, però, non comprendeva fino ad oggi uno specifico Piano per far fronte al rischio dighe. Nei mesi scorsi il vice commissario prefettizio con delega alla protezione civile, Sante Copponi, d’intesa con il Commissario Sandro Calvosa, ritenendo di dover ovviare all’assenza del Piano dighe, ha avviato la predisposizione dei provvedimenti utili ad integrare il Piano provinciale di protezione civile con una previsione espressa del rischio dighe. L’atto di approvazione è stato adottato negli ultimi giorni di novembre.

Per comprendere l’importanza di tale strumento occorre tener conto che le dighe presentano rischi per il solo fatto di essere strutture artificiali che modificano il naturale decorso dei fiumi. Oltre agli aspetti legati all’assetto geologico e alle caratteristiche della zona in cui queste sono presenti, occorre considerare che esiste sempre il rischio ipotetico del possibile “collasso” delle strutture di sbarramento, sia a causa di difetti costruttivi, sia per problemi legati all'esercizio. Inoltre non va dimenticato che il territorio delle provincia di Macerata, come del resto gran parte della fascia appenninica, è soggetto a fenomeni sismici e ciò rappresenta un rischio che va a sommarsi ad un altro rischio conseguente.

Nel maceratese le dighe presenti sono cinque; tre costruite negli anni cinquanta dall’Enel (Fiastrone, sull’omonimo fiume, Polverina e Borgiano sul Chienti), una realizzata nei primi anni Sessanta dall’Azienda municipalizzata di Tolentino (Le Grazie sul fiume Chienti). L’ultima costruita è la diga di Castreccioni realizzata negli anni Ottanta dal Consorzio di Bonifica montana a sbarramento del fiume Musone.

Il Piano, di cui ora la Provincia si è dotata, è costituito da vari documenti tecnici redatti a suo tempo dagli enti concessionari delle dighe. I più importanti sono quelli relativi, per ciascuna diga, al calcolo dell’onda di sommersione dei vari territori che si trovano a valle di ciascun lago. Il calcolo riguarda, sia il caso di ipotetico collasso della struttura, sia il caso di urgente necessità di apertura degli scarichi di ritenuta. Per ciascuna di queste ipotesi esiste una perimetrazione delle zone che risulterebbero esondate. Tutti questi elaborati tecnici dovranno essere sempre aggiornati in relazione alla evoluzione urbanistica ed insediativa dei relativi territori comunali.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2010 alle 16:23 sul giornale del 30 novembre 2010 - 758 letture

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