Prc: la Provincia che vogliamo deve garantire diritti, non elemosine o favori

rifondazione comunista 4' di lettura 29/06/2010 -

Un periodo di crisi profonda, come quella che da oramai troppi anni sta violentemente incidendo sulla stragrande maggioranza dei cittadini della provincia di Macerata, richiede risposte rapide e, soprattutto, capaci di incidere il più rapidamente possibile nella vita quotidiana di ognuno di noi.



La crisi, continuamente negata e non contrastata dal governo Berlusconi, ha aperto la strada a politiche di smantellamento scientifico di tutte le forme di garanzia sociali, per quanto deboli, ancora presenti e sancite dalla Costituzione repubblicana. Il lavoro, la scuola pubblica, l’università e la ricerca scientifica, la tutela sociale dei più deboli e la sanità sono continuamente oggetto di attacchi violentissimi che hanno l’obiettivo, non più nascosto, di trasformare i diritti in elemosine e favori.

Il governo della Provincia guidata dal presidente Capponi, del Pdl, e dal vicepresidente Pettinari, coordinatore regionale dell’Udc, in perfetta linea con le politiche di smantellamento sociale del governo Berlusconi non ha risolto neanche uno dei problemi su cui aveva fatto abbondanti promesse nella scorsa campagna elettorale. Per quanto riguarda il lavoro continuano a chiudere, giorno dopo giorno, aziende storicamente presenti nel nostro territorio e la risposta della Provincia è stata zero assoluto. Sul fronte ambientale, invece, è sufficiente ricordare un solo problema: non è stata individuata la discarica necessaria al territorio provinciale e, dunque, oggi siamo in piena emergenza con la conseguenza che i rifiuti della provincia vengono conferiti a Fermo con costi aggiuntivi a carico di tutta la comunità provinciale.

In questo contesto, dunque, per Rifondazione comunista non ci sono spazi per alleanze con l’Udc, non solo a causa delle politiche che tale partito ha espresso con il vicepresidente Pettinari nel governo provinciale insieme al Pdl e alla Lega Nord, cosa che di per se sarebbe ampiamente sufficiente, ma anche per le idee di governo del territorio che tale forza politica esprime a tutti i suoi livelli. La loro convinta riproposizione del nucleare, dell’incenerimento dei rifiuti e della privatizzazione dell’acqua sono solo tre dei possibili esempi emblematici che, nei fatti, rendono impossibile ogni qualsivoglia tipo di alleanza.

La situazione attuale, sotto gli occhi di tutti, richiede un cambiamento radicale visibile e concreto. La Provincia, così come i Comuni e la Regione, devono smettere di essere o apparire oscuri centri di gestione del consenso e del potere di pochi, per diventare, una volta per tutte, centri trasparenti capaci di prevenire e risolvere con tempestività tutti i problemi di rispettiva competenza, partendo dal riconoscimento pieno dei diritti legittimi di ogni donna e ogni uomo della nostra comunità provinciale.

Per le prossime elezioni provinciali, dunque, Rifondazione comunista lavorerà, in modo assolutamente trasparente e pubblico, per costruire un programma che, partendo dalle caratteristiche del territorio provinciale e da tutte le sue ricchezze, riesca a dare risposte chiare e concrete che migliorino visibilmente la vita quotidiana di ogni singolo cittadino. Nessuno deve essere lasciato più solo. Nessuno deve sentirsi più solo. La Provincia che vogliamo deve garantire diritti, non elemosine o favori.

Per fare ciò cominceremo, da subito, ad incontrarci con le altre forze della sinistra presenti nella nostra provincia, partendo da quelle che con Rifondazione comunista costituiscono la Federazione della Sinistra e dalle altre forze politiche che hanno dato vita, alle recenti elezioni regionali, all’Unione democratica per le Marche. Tutto ciò al fine di verificare possibili convergenze programmatiche da confrontare, in un secondo momento, con le altre forze del centro sinistra. Contestualmente, ci confronteremo con tutte le associazioni e i comitati, i sindacati e le associazioni di categoria, per riuscire a costruire un programma che sia fortemente radicato in ogni singolo settore della società.

Tale percorso vedrà una tappa fondamentale nella conferenza provinciale che realizzeremo, al massimo entro novembre, per fare una sintesi pubblica di tutte le aspettative e le proposte programmatiche.

Per Rifondazione comunista, solo a seguito di una seria convergenza programmatica e della conseguente coalizione elettorale che attorno al programma si candiderà al governo della Provincia, andrà individuata la donna o l’uomo da candidare a presidente per rappresentare al meglio le necessarie politiche di cambiamento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-06-2010 alle 18:18 sul giornale del 30 giugno 2010 - 1025 letture

In questo articolo si parla di rifondazione comunista, politica, prc federazione provinciale macerata

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