Recanati: Elezioni provinciali, Salvi: no a trattative e pressioni, ripartiamo dal rispetto delle regole

daniele salvi 2' di lettura 10/06/2010 -

Apprendiamo dai giornali che una delegazione della Provincia di Macerata guidata dal Presidente Capponi si sia recata al Ministero dell’Interno per concordare una qualche strategia dopo la sentenza del Consiglio di Stato che annulla le elezioni provinciali del giugno 2009.



A fronte di un pronunciamento, piaccia o non piaccia, lapidario nella sua concisione e chiarezza, è tutto molto strano quello che sta accadendo. Stante il fatto che quanto decretato coinvolge tutta l’amministrazione provinciale ci si sarebbe aspettati che il presidente convocasse tutti gruppi consiliari per una valutazione della sentenza e dei sui risvolti.

Non solo questo non è stato fatto, ma si preferisce andare al Ministero in delegazione non si sa bene a che fare, dal momento che le decisioni conseguenti alla sentenza non spettano alla Provincia, ma alla Prefettura e allo stesso Ministero, che devono agire nel rispetto del deliberato del Consiglio di Stato e nella massima imparzialità.

Peraltro, continua a tenere banco una presunta trattativa che giustamente l’On. Cavallaro ha definito un “mercimonio”, infondata giuridicamente e fatta di richieste confuse e poco trasparenti.

Si evocano scenari catastrofici, qualche amministratore scambia la democrazia con il patto di stabilità, mentre in tutta questa vicenda occorre quanto prima mettere un punto fermo, vale a dire il rispetto delle regole, non per partigianeria, ma per il bene di tutti.

Sono giuste e comprensibili le preoccupazioni di tanta parte della società civile rispetto ad un ritorno alle urne dopo appena un anno. Come Pd non abbiamo partecipato a questo gioco, se non per impedirlo. Ne sono responsabili altri, anche quelli che hanno prodotto decreti “salvaliste” che, buoni per un caso, finiscono per essere dannosi per altri.

Siamo tutti d’accordo che la comunità provinciale ci perde a rifare le elezioni ogni anno, ma è forse più vantaggioso per la stessa comunità un risultato non legittimo? E’ doveroso chiederselo, perché altrimenti si avrebbe una ben strana idea della democrazia. E non serve fare del vittimismo, anche perché a ben guardare “la farina del proprio sacco”, in un anno di amministrazione, per Capponi è davvero poca.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2010 alle 17:51 sul giornale del 11 giugno 2010 - 493 letture

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