'Sclerosi multipla: proviamo a capire la grande idea', incontro al teatro Rossini

sanità 3' di lettura 03/06/2010 -

Un convegno per sostenere la speranza: quella di sconfiggere la sclerosi multipla, una malattia terribile che affligge oltre 3000 persone solo nelle Marche.



Sabato 5 giugno, al teatro Rossini di Civitanova Marche (ore 16, ingresso libero), l’incontro sul tema “Sclerosi multipla: proviamo a capire la grande idea” cercherà di approfondire la scoperta dell’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) quale possibile causa o concausa della sclerosi multipla fatta dal professor Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara. Al convegno, organizzato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Macerata in collaborazione con Fondazione Hilarescere, Regione Marche, Asur e Comune di Civitanova Marche ci saranno i protagonisti di questa vicenda: oltre a Zamboni, anche il dr. Fabrizio Salvi, dell' Unità di Neurologia dell' Ospedale di Bellaria di Bologna con il quale il professore ha condotto gli studi nell' ambito di una ricerca su un campione di pazienti riscontrando in tutti i soggetti affetti da SM la presenza della CCSVI.

L'ipotesi è che vi sia una stretta correlazione tra i “restringimenti” delle vene del collo e del torace e la sclerosi multipla. Questi, causando reflussi e ristagni di sangue, determinerebbero depositi di ferro anomali nel cervello, con l' effetto di danneggiare il tessuto cerebrale scatenando processi infiammatori che finora sono stati trattati solo con farmaci.

Vista l’altissima percentuale di CCSVI rilevata nei soggetti con SM è evidente quale potrebbe essere la ricaduta sulla qualità della vita di questi malati dopo gli opportuni interventi di disostruzione (liberazione). “Con questa iniziativa _ spiegano Bruno Sanchioni e Marcello Giardinazzo soci fondatori dell'associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla e responsabili della sezione provinciale di Pesaro, la prima a sorgere nelle Marche _ intendiamo informare il più alto numero possibile di malati sugli esiti molto incoraggianti delle prime indagini di Zamboni. La cosa migliore da fare è saperlo da chi questa patologia l'ha scoperta e ai quali sarà possibile porre le proprie domande.

Le Marche sono impegnate in prima fila e visti gli esiti molto incoraggianti delle prime indagini svolte da Zamboni, la Fondazione Carima ha deciso di finanziare un progetto di studio su un campione cospicuo di malati.

“Uno specifico ecocolordoppler con sonde e software specifici per individuare la ccsvi, di cui in Italia esistono oggi solo pochi esemplari, è già disponibile nell' ospedale di Civitanova _ spiega Sanchioni_ . L'indagine diagnostica servirà ad accertare se anche nei malati della nostra regione siano presenti delle stenosi venose, a supporto di quanto già rilevato dal professore ferrarese. L' eventuale "procedura di liberazione" delle vene sarebbe poi effettuato negli ospedali regionali: aprendole è già stato accertato un netto miglioramento dei malati e un potenziale arresto del decorso della malattia”. Una prospettiva a ben vedere rivoluzionaria anche per la sanità pubblica che, in media, spende dai 20 agli 80 mila euro annui per le cure di ogni singolo soggetto.

Info: cell 335 6506562 o 348 3315177.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2010 alle 17:19 sul giornale del 04 giugno 2010 - 831 letture

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