Corridonia: donna morta bruciata, i genitori vogliono la verità

carabinieri 1' di lettura 04/11/2009 - Tramite il loro avvocato, i genitori di Claudia Bartolozzi, l\'infermiera di 33 anni, trovata carbonizzata nella sua auto, lanciano un appello affinchè sia fatta chiarezza su come sono andate le cose.

E\' l\'avvocato Sandro Giustozzi, a parlare per conto di Basilio e Giuseppina Bartolazzi, i genitori di Claudia, l\'infermiera trovata morta all\'alba di una settimana fa, lo scorso 29 ottobre, all\'interno della sua Panda, in contrada Alberotondo di Macerata. Sono distrutti dal dolore, ma non credono che la loro figlia abbia scelto di farla finita, in un modo terribile, come quello di darsi fuoco.


La giovane donna, madre di due bambine e separata da un maceratese di 41 anni, aveva una relazione con un uomo di 49 anni residente nel Nord Italia. I genitori fanno sapere che non ha mai sofferto di crisi depressive in passato o altri disturbi psichici. Le indagini, coordinate dal pm Claudio Rastrelli, stanno battendo tutte le piste.


Al momento qualsiasi ipotesi è aperta, dall\'omicidio ad un gesto volontario appunto, al quale i familiari non credono, anche se sarebbe stato trovato un biglietto di scuse a casa della donna. Esclusa da loro anche la possibilità di un tragico incidente.


Un\'altra ipotesi vagliata è stato il movente passionale. Radio Popolo nei primi giorni aveva fatto circolare l\'ipotesi di uno scambio di persona, in seguito ad un diverbio tra due coniugi all\'interno dell\'ospedale di Macerata, per la presunta relazione adulterina di un medico. Saranno i meticolosi accertamenti condotti sui diversi fronti a fare luce su un caso avvolto dal mistero fitto, terribile nel suo svolgersi, unico nel suo genere da qualche decennio a questa parte.







Questo è un articolo pubblicato il 04-11-2009 alle 15:44 sul giornale del 05 novembre 2009 - 2282 letture

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