Castelraimondo: Villeroy e Boch a rischio chiusura

2' di lettura 29/10/2009 - L\'azienda, di proprietà di una multinazionale tedesca, da cui escono box doccia e vasche da bagno per i sindacati rischia la chiusura

Da 120 a 50 dipendenti in pochi anni. I sindacati, Fiom Cgil e Fim Cisl lanciano l\'allarme su una possibile chiusura dello stabilimento Villeroy e Boch di Castelraimondo, ai Piani di Lanciano. In una nota i sindacati spiegano che la multinazionale tedesca proprietaria dell\'azienda starebbe per vendere il settore relativo a vasche e box doccia.


La preoccupazione nasce dalla \"metodologia adottata per condurre le trattative sulla cessione dello stabilimento e per la strategia della proprietà, che non vuol fornire elementi di conoscenza appropriati per una corretta valutazione, da parte delle maestranze delle caratteristiche di solidità economica e competenza settoriale del potenziale acquirente\". I sindacati sono preoccupati perchè il possibile acquirente che si sarebbe fatto avanti, non darebbe garanzie per un finale positivo della vicenda, con rischi inoltre per il mantenimento della capacità produttiva ed occupazionale.


Nelle loro parole dunque si paventa un rischio \"svendita\" con un passaggio di proprietà di un marchio prestigioso, ad un futuro proprietario che non garantirebbe lo stesso livello di volume d\'affari e occupazione di oggi. Il giorno della verità sarà il prossimo undici novembre, quando si incontreranno sindacati e proprietà. Intanto continua lo stato di mobilitazione e di allerta dei sindacati che invitano \"anche le forze politiche locali a supportare con adeguati interventi questa battaglia per il mantenimento dei livelli occupazionali. Una conclusione negativa per la vicenda Villeroy & Boch comporterebbe una grave ripercussione non solo sulle famiglie dei dipendenti, ma anche per l\'indotto e quindi per l\'intera economia del territorio\".


Nel territorio di Castelraimondo qualche anno fa il passaggio di proprietà di una parte dell\'allora cartiera Miliani comportò una difficoltà economica poi sfociata in un fallimento, oltre al fatto che molti lavorano per aziende del fabrianese in difficoltà, usufruendo della cassa integrazione, come i numerosi dipendenti dell\'Antonio Merloni.






Questo è un articolo pubblicato il 29-10-2009 alle 16:37 sul giornale del 30 ottobre 2009 - 1475 letture

In questo articolo si parla di cronaca, monia orazi