Nuovo eletrrodotto 380 kV: il \'nodo\' è la localizzazione delle sottostazioni

provincia di macerata 3' di lettura 22/10/2009 - I Comuni maceratesi attraversati dal “corridoio” individuato dalla Regione Marche per il passaggio dell’elettrodotto da 380 kV da Fano a Teramo, non sono contrari all’opera in sé, ma esprimono forti riserve sulle scelte tecniche di TERNA SpA, soprattutto per quanto riguarda la localizzazione delle due “sottostazioni” previste nei territorio di Cingoli e Belforte del Chienti.

Sono queste due opere, infatti, a far emergere le maggiori preoccupazioni dal punto di vista ambientale e per i riflessi sullo sviluppo urbanistico e socio economico dei territori.

Questo è emerso chiaramente nell’incontro che si è svolto oggi in Provincia, a Macerata, dove il presidente Franco Capponi ha riunito i Sindaci dei Comuni della fascia medio collinare, gli esperti dell’Arpam, rappresentanti della categorie e della associazioni ambientaliste. Un incontro convocato per confrontarsi sull’iter seguito dal progetto prima dell’insediamento dell’attuale Amministrazione provinciale e delle Amministrazioni comunali rinnovate con le elezioni del giugno scorso, ma anche per assumere una posizione comune di Provincia e Comuni nei confronti della società nazionale per la rete elettrica.

Pur non avendo la Provincia, singolarmente, alcuna competenza specifica – salvo quella di essere un componente della commissione incaricata di esprimere tecnicamente la valutazione ambientale strategia (passaggio per altro già avvenuto nel 2008) – Capponi ha proposto, ricevendo unanime assenso, di poter coordinare gli enti locali nel confronto con Terna. Questo – ha detto il presidente della Provincia – per non lasciare i Comuni (Belforte e Cingoli) da soli e assumere così una forza “contrattuale” più forte.

Dal dibattito e in particolare da quanto riferito, sia dai tecnici, sia dal Sindaco di Belforte, Dino Catalini, che dall’assessore all’ambiente di Cingoli, Simone Marchegiani, non è stata mai documentata la ragione tecnica circa la precisa localizzazione delle due centrali, mancando anche una cartografia precisa delle “fasce di fattibilità” del passaggio dell’elettrodotto. La sottostazione che Terna vorrebbe costruire nei pressi di Grottaccia di Cingoli avrebbe una funzione di anello di interscambio con la rete elettrica già esistente, mentre quella ipotizzata a Belforte, non lontano dal confine con Caldarola e nelle vicinanze della superstrada 77 avrebbe una funzione distributiva, potendosi lì raccordare con le reti già esistenti a tal fine in quell’area e che necessitano ai consumi elettrici delle valle del Chienti.

Secondo il presidente Capponi, fino a quando non saranno dimostrate l’ineludibilità delle scelte di Terna, vanno respinte sia le localizzazioni, sia il metodo fino ad oggi portato avanti dalla società elettrica nei contatti con gli enti locali, e - soprattutto – l’assenza di un piano di “compensazione territoriale” per quei Comuni che debbono sopportare il peso ambientale dell’elettrodotto. Su questo hanno convenuto tutti i Comuni presenti (Belforte, Caldarola, Camporotondo, Cingoli, San Severino, Tolentino, Serrapetrona, Pollenza, Treia, Ripe San Ginesio, Penna San Giovanni, Sarnano, Colmurano, Urbisaglia) ed a metà novembre saranno nuovamente convocati in Provincia per discutere intorno ad una proposta organica e coordinata, circa le azioni da intraprendere. Un piano di azione che sarà presentato dal presidente Capponi sulla base di elementi utili che nel frattempo raccoglierà, anche a livello tecnico.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2009 alle 16:06 sul giornale del 23 ottobre 2009 - 1362 letture

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