Palombini: perchè una social card a carico dei privati?

social card 2' di lettura 16/10/2009 - La questione della social card sta diventando un rimpallo tra i miei interventi e quelli dell’Assessore Ciarapica, il quale smentisce rispondendo “picche”.

Ciò che io pongo come situazione anomala è semplicemente il fatto che una operazione di questo tipo non può essere solamente organizzata dal Comune. Lo stesso deve anche partecipare finanziariamente. Cioè nel SUO bilancio deve esserci una somma destinata alla social card. Per un semplice motivo: far vedere un impegno ed un segnale politico tangibile nel proprio bilancio per determinare la necessità politica di provvedere ad un problema così grave.


Certo che i soldi messi dalle Farmacie Comunali e dall’ATAC sono sempre soldi pubblici, ma cosa c’entra l’ATAC con la social card ?? C’entra eccome, invece, il Comune !!! E’ come se sbandierassi un contributo a favore dei più poveri facendo versare la somma ….. ai miei figli. E non potrò certo dire che l’operazione è mia perchè ho chiesto i soldi ai miei figli. Se prendo questa decisione (e soprattutto la pubblicizzo come mia iniziativa) mi impegnerò direttamente e finanziariamente !!! Non mi pare una cosa difficile da capire. E qui è mancata l’Amministrazione.


Nel manifestare cioè politicamente, con un atto di bilancio proprio, la volontà di partecipare all’iniziativa. Nella prima proposta di bilancio 2009 si poteva leggere uno stanziamento di circa 60 mila euro. Si disse che l’Amministrazione avrebbe potuto “risparmiare” la quota a suo carico perchè i privati avrebbero coperto anche quella cifra. Forse era il caso di aggiungere l’ulteriore disponibilità dei privati a quella pubblica, e lasciare comunque lo stanziamento della quota a carico del Comune. Non si tratta di acquistare qualcosa il cui prezzo è determinato e pertanto con i soldi dei privati si coprirebbe l’intero finanziamento dell’acquisto del bene. Qui si parla di difficoltà diffuse da parte di alcuni nostri concittadini verso i quali occorre fare uno sforzo massimo possibile. Cosa che non ho visto e letto nel bilancio comunale. Infatti la quota che era prevista inizialmente a carico del Comune è stata coperta da impegni da parte delle società coinvolte. Pertanto nel bilancio comunale non c’è un euro (a carico del Comune) per la social card.


E’ comprensibile che l’Amministrazione non voglia capire (o forse fa finta di non capire) questo semplice ragionamento che denota sensibilità verso il problema. Un’altra certezza è il pesante ritardo con cui, con nessuno stanziamento pubblico, si provvede a tali necessità che non possono attendere, come potrebbero invece altre spese non urgenti e non così strettamente necessarie. Ma non voglio polemizzare su questo. Si faccia al più presto questa social card. Rinnovo però la proposta di rivedere il bilancio e trovare risorse comunali per un ulteriore finanziamento alla social card. Giorgio Palombini (PD)


da Giorgio Palombini

consigliere comunale Pd Civitanova Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2009 alle 15:24 sul giornale del 17 ottobre 2009 - 1193 letture

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