Piano casa: simulazione dell\'impatto economico in provincia di Macerata

case disegnate 4' di lettura 10/10/2009 -

Il comparto edilizio locale guarda con grande interesse al piano casa approvato lo scorso 7 ottobre in consiglio regionale. C\'è in gioco il rilancio di un settore in cui le iscrizioni alle liste di mobilità, sono triplicate nell\'ultimo anno.



La contropartita è un notevole aumento del valore di mercato del patrimonio immobiliare esistente, stimabile in circa 400 milioni di euro per tutta la provincia di Macerata, in base ad una nostra simulazione.


La Cna costruzioni stima in circa 300 milioni di euro il giro di affari, per un totale di 10 mila abitazioni soggette ad ampliamento in tutte le Marche. La provincia di Macerata ha un totale di oltre 138 mila abitazioni, in base ai dati Istat del 2001, mentre in base ai dati del Sole 24 ore, in tutta la Regione le norme del piano casa potrebbero interessare potenzialmente oltre 234 mila interventi di ampliamento e oltre 4500 ricostruzioni complete, con l\'eventuale contributo di costruzione pagato in forma ridotta.


Le norme prevedono due tipologie di interventi per le abitazioni costruite prima del febbraio 2007, l\'ampliamento massimo del 20 per cento della cubatura (con la prescrizione del miglioramento energetico dell\'edificio), oppure la demolizione di un edificio per migliorarlo e adeguarlo riguardo la qualità architettonica o la sicurezza anti-sismica, con un ampliamento massimo concesso del 35 per cento del volume. Con la ricostruzione l\'edificio deve sottostare ad un punteggio sulla sostenibilità energetica ed ambientale, stabilita dalla regione in base al protocollo \"Itaca Marche\", utilizzando fonti energetiche rinnovabili.


Una possibile simulazione è ipotizzare che l\'1 per cento dei proprietari della provincia approfitti delle nuove norme del piano casa regionale, per circa 1400 abitazioni interessate da un intervento di demolizione e poi ricostruzione dell\'edificio. La superficie abitativa totale potrebbe incrementarsi di circa il 30 per cento, con un aumento della cubatura e di conseguenza, del valore degli immobili sul mercato. L\'uso di tecniche proprie della bioedilizia, per aumentare il risparmio energetico degli edifici comporta un costo maggiore rispetto all\'operato tradizionale.


Ipotizzando una media di circa 70 metri quadrati per unità abitativa, ad un costo medio per circa 1200 euro al metro quadrato, si può ipotizzare un costo totale per gli interventi di circa 35 milioni e 280 mila euro. Un\'altra possibile ipotesi riguarda l\'aumento l\'ampliamento fino al venti per cento, delle abitazioni residenziali. Se in provincia, almeno il 10 per cento fosse sottoposto ad intervento edilizio ci sarebbero circa 14 mila unità abitative interessate.


Con un costo medio di circa 1200 euro al metro quadrato, sempre tenendo ferma come nella precedente ipotesi la dimensione media di 70 metri quadrati per unità immobiliare, si arriva ad un totale di 235 milioni e 200 mila euro. I costi sono calcolati tenendo conto solo della maggiore metratura disponibile ad intervento concluso. L\'aumento totale di superficie, ipotizzato su questa doppia simulazione sarebbe pari a 225 mila e 400 metri quadrati, con un valore medio di mercato di circa 1800 euro al metro quadrato si sfiorano i 400 milioni di euro.


Il piano casa in breve

Per gli ampliamenti l\'intervento, oltre che sulle case private, è consentito anche per gli edifici non residenziali, per un massimo di 200 metri quadrati. E\' previsto il miglioramento dell\'efficienza energetica dell\'edificio. Si può procedere alla demolizione di un edificio per migliorarlo e adeguarlo riguardo la qualità architettonica o la sicurezza anti-sismica, con un ampliamento massimo concesso del 35 per cento del volume, previsto l\'uso di fonti di energia rinnovabili. Non è consentito il cambio di destinazione d\'uso degli edifici, tranne che per quelli pubblici, dove sono consentiti interventi anche su costruzioni di oltre mille e cinquecento metri quadrati, con un ampliamento massimo di volumetria pari al 40 per cento. Il piano casa non si applica nei centri storici, aree di tutela integrale nei piani paesaggistici, le aree a dissesto idrogeologico e lungo i fiumi, edifici ricadenti all\'interno dei parchi naturali. I comuni, entro 45 giorni dall\'entrata in vigore della legge, possono decidere limitazioni all\'applicabilità. E\' previsto il pagamento dei contributi di costruzione solo in proporzione all\'ampliamento ridotti del venti per cento, mentre nel caso di ricostruzione completa i contributi si pagano all\'80 per cento per la parte ampliata, e al 20 per cento per la parte ricostruita.








Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2009 alle 15:40 sul giornale del 12 ottobre 2009 - 1424 letture

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